San Leonardello: spazi pubblici nel degrado, sabbia vulcanica e sterpaglie. Il vice sindaco Raciti: "Presto interventi sulla sicurezza” -
Catania
16°

San Leonardello: spazi pubblici nel degrado, sabbia vulcanica e sterpaglie. Il vice sindaco Raciti: “Presto interventi sulla sicurezza”

San Leonardello: spazi pubblici nel degrado, sabbia vulcanica e sterpaglie. Il vice sindaco Raciti: “Presto interventi sulla sicurezza”

Benvenuti a San Leonardello. Con eufemismo, però. L’impatto che per chi raggiunge Giarre da Acireale percorrendo la Statale 114 non è affatto gradevole. Neanche il tempo di percorrere l’ultima curva, dopo avere superato Guardia Mangano, ed ecco la frazione in tuta la sua “magnificenza”.

LA PIAZZETTA INVOLGARITA DA CENERE VULCANICA E STERPAGLIE

La piazzetta che costeggia la storica chiesa, da lungo tempo versa in condizioni di estremo abbandono. In quel luogo il tempo si è decisamente fermato. A distanza di svariati mesi la pavimentazione è ancora ricolma di cenere vulcanica – evidentemente mai rimossa –  mentre le panchine, alcune delle quali cadenti e non fruibili, sono sepolti dalla gramigna e da una selva di sterpaglie.

Lungo il tratto di Statale che attraversa la borgata mancano poi le pensiline per i bus che, a San Leonardello, effettuano fermata, trovandosi nel circuito dei bus delle autolinee private che collegano Acireale con Giarre. A San Leonardello c’è poi la chiesa con il suo imponente prospetto che si affaccia sulla Statale, con un futuro tutto da decifrare, al netto della sciatteria burocratica regionale. L’edificio sacro è stato eretto nel 1782 e dal 1998 è inagibile e chiusa ai fedeli.

A causa di alcuni cedimenti originate da alcune scosse telluriche, la chiesa intitolata a Maria Santissima della Libertà, è stata ingabbiata utilizzando  giganteschi ponteggi che ne salvaguardano la sicurezza strutturale.

Due anni fa era stata avviata dall’amministrazione una interlocuzione con un comitato di residenti, nell’intendimento di coinvolgere la Regione e rivitalizzare un progetto di ristrutturazione della chiesa. Di quella pregevole iniziativa non si è poi saputo più nulla.

Nella piccola frazione giarrese  da lungo tempo si segnalano le difficoltà di chi, giornalmente, si sposta dalla piazza alle strade limitrofe, senza rischiare di essere travolti dalle auto in corsa in un tratto di Statale già teatro di gravi incidenti, alcuni dei quali, purtroppo, anche mortali. In più occasioni all’amministrazione è stato richiesto dai residenti di predisporre tutte quelle misure necessarie a mitigare i rischi in caso di attraversamento.

CHE FINE HANNO FATTO I SEMAFORI PEDONALI?

In questo senso era stato lo stesso sindaco Leo Cantarella ad annunciare – già in campagna elettorale -la volontà di installare dei semafori pedonali, riproponendo la positiva soluzione messa in atto nella frazione di Santa Maria la Strada, cosi da mettere in sicurezza i pedoni. Ma nella frazione che rappresenta il primo biglietto da visita per chi giunge a Giarre dalla Statale, dalla porta Sud, al netto della segnaletica, restano ben evidenti le carenze in tema di decoro.

Sulle carenze di San Leonardello il gruppo consiliare di maggioranza il Quadrifoglio aveva proposto, due anni fa, un atto di indirizzo per la realizzazione di una mini rotatoria nei pressi della chiesa di San Leonardello e, di installare lungo il tratto di Statale che attraversa la frazione, 4 semafori pedonali e istituire, infine, l’obbligo di velocità non superiore a 30 kmh.

L’IMPEGNO ASSUNTO DAL VICE SINDACO CLAUDIO RACITI

In merito a quella proposta, l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti, interpellato, afferma che “è volontà dell’amministrazione eseguire mirati interventi per salvaguardare la sicurezza dei residenti.  E’ nostra intenzione, appena finanziariamente possibile, installare in un tratto della Statale, in corrispondenza della chiesa, delle bande sonore per rallentare la velocità dei veicoli in transito. E di ripetere l’operazione eseguita a Santa Maria la Strada, ovvero riqualificando la segnaletica orizzontale e verticale e installando almeno un semaforo pedonale, nel punto di maggiore pericolo”.

Potrebbero interessarti anche