Ha preso il via il ciclo di conferenze del Premio B.Andò con il primo incontro svoltosi nell’Aula Magna del Liceo Classico M. Amari di Giarre. L’argomento affrontato dai relatori è stato “Questione meridionale, questione settentrionale, autonomia differenziata ed insularità” . Dopo i saluti di Salvo Lisi, Segretario della Fondazione Nuovo Mezzogiorno e Orazio Licciardello, Presidente del Premio B.Andò, c’è stato l’intervento di Salvo Andò, il quale ha indicato i punti rilevanti delle questioni da trattare ed approfondire nell’incontro puntualizzando con lucidità e acume la vicenda storica ed istituzionale del divario Nord Sud alla luce dei provvedimenti dell’autonomia differenziata e dell’inserimento in Costituzione dell’insularità.
Il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci non ha potuto partecipare al confronto per improrogabili impegni di Governo, tuttavia ha fatto pervenire un lungo messaggio in cui si è soffermato sulle politiche del suo dicastero. Ha affermato che il Governo ha varato su sua proposta due mesi fa il Piano del Mare, il primo approvato nella storia del nostro Paese. E
Brillante e significativo l’intervento di Claudio Demozzi, tra l’altro d‘origine trentina, il quale ha fatto riferimento alla questione meridionale che è uscita dall’agenda dei governi e ha detto che “occorre sviluppare nuove forme di agevolazione contributiva e fiscale che dovrebbero incentivare i nuovi investimenti ed il rafforzamento produttivo locale, premianti sotto l’aspetto occupazionale”. “Ed anche dal punto di vista mediatico, ci sarebbe molto da lavorare. Invece, si annuncia una lunga stagione di confronto/scontro politico e istituzionale –ho soggiunto Demozzi-sulla questione dell’autonomia differenziata. La società rischia ancora una volta di dividersi,-ha proseguito Demozzi-senza produrre le condizioni per il superamento delle disuguaglianze tra aree del Paese.” Infine è intervenuto Alessandro Pagano,che ha manifestato la sua contrarietà alla realizzazione dell’autonomia differenziata che “ghermisce ulteriori risorse al Sud d’Italia e alla Sicilia.
Il compito della nostra comunità isolana è riconquistare l’orgoglio di essere siciliani”. Pagano ha ricordato il tributo di sangue pagato dai martiri siciliani nella lotta alla mafia ben 368 che smentiscono il pregiudizio sul nostro modo di essere. “Chi sbaglia storia sbaglia futuro,quindi, sbaglia anche politica. Noi sbagliamo storia ormai dal 1200. Siamo stati capitale del mondo con Federico II ma già una trentina di anni dopo i francesi ci conquistavano e sostanzialmente emarginavano la centralità della Sicilia nel Mediterraneo” . Subito dopo vi sono stati numerosi interventi degli studenti e dei presenti ai vari relatori.




