Cosa comporta la revisione periodica della caldaia a gas? Questo processo di routine è essenziale per garantire la sicurezza, la durata e l’efficienza del tuo impianto di riscaldamento. La revisione di una caldaia a gas coinvolge principalmente due aspetti:
- Manutenzione ordinaria: questa fase comprende l’insieme delle operazioni standard necessarie per mantenere la caldaia in buone condizioni di funzionamento.
- Verifica dell’efficienza energetica e dei gas di scarico: questo aspetto riguarda la valutazione delle emissioni e dell’efficienza energetica della caldaia.
Quando queste operazioni vengono eseguite correttamente si riceve un “bollino verde”, ossia un’etichetta adesiva che può essere apposta sul Rapporto di Controllo Tecnico (il libretto della caldaia) ogni volta che viene completata la verifica dell’efficienza energetica.
Periodicità e spese per la revisione della caldaia
La frequenza dei controlli sul sistema di riscaldamento varia in base a quanto indicato dal produttore del dispositivo e a quanto riportato sul libretto di istruzioni. Il manuale dell’impianto rappresenta un documento essenziale in cui devono essere annotati tutti gli interventi svolti, dall’installazione iniziale della caldaia fino alle operazioni di manutenzione regolare e straordinaria.
In linea di massima, le frequenze di controllo sono le seguenti:
- Ogni 2 anni per le caldaie che utilizzano combustibili liquidi o solidi con potenza termica tra 10 e 100 kW.
- Ogni anno per le caldaie che utilizzano combustibili liquidi o solidi con potenza termica oltre i 100 kW.
- Ogni 2 o 4 anni per le caldaie a gas naturale, metano o GPL con potenza termica tra 10 e 100 kW.
- Ogni 2 anni per le caldaie alimentate a gas naturale, metano o GPL con potenza termica oltre i 100 kW.
La via più semplice per rimanere informati sui tempi da rispettare è quella di consultare l’azienda produttrice dell’apparecchio che, nella maggior parte dei casi, richiede una sola verifica annuale.
Per quanto riguarda le spese previste per il rapporto di controllo sull’efficienza energetica, stabilito per legge, il costo varia da 10 euro per gli impianti con generatori di calore a fiamma inferiore a 35 kW, fino a 170 euro per gli impianti simili ma con una potenza superiore a 300 kW. A questi importi si aggiunge il costo della manodopera fissato dalla ditta incaricata della manutenzione, il quale può essere richiesto precedentemente tramite un preventivo.
Obblighi e sanzioni previste
Oltre all’obbligo di richiedere la verifica del corretto funzionamento dell’apparecchio, gli utenti sono tenuti a conservare il libretto della caldaia, noto anche come Rapporto di Controllo Tecnico. Questo documento conterrà i risultati di tutte le verifiche svolte, che la figura tecnica specializzata si occuperà di inviare al Catasto regionale degli impianti termici. Nel libretto verrà apposta una parte del bollino verde, mentre l’altra sarà applicata sulla copia del rapporto di controllo e conservata dalla ditta di manutenzione.
Riguardo alle sanzioni previste, per la mancata esecuzione delle operazioni di controllo e manutenzione, le multe possono andare da un minimo di 500 a un massimo di 3000 euro. Se invece l’impianto non raggiunge gli standard minimi previsti dalla legge, le sanzioni vanno da 516 a 2582 euro.
È importante evidenziare il nuovo regolamento che la Regione Lazio ha introdotto riguardo gli impianti termici, il che significa che le leggi e i requisiti in materia potrebbero essere cambiati. Vediamo di seguito una sintesi delle principali disposizioni legislative.
Normative legislative riguardo i sistemi di riscaldamento
Le norme relative alla gestione, manutenzione, controllo e ispezione degli impianti termici sono state pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione (BUR) il 29 dicembre 2020 sotto al numero 155. Queste regolamentano:
- Come gli impianti termici devono essere gestiti, manutenuti, controllati e ispezionati, seguendo la legge vigente.
- I tempi e i metodi con cui gli operatori devono inviare, ai competenti organi di controllo, i rapporti che attestano la manutenzione e la revisione degli impianti termici degli edifici.
- I requisiti che gli organismi e le entità, alle quali le autorità competenti affidano le attività di ispezione, devono soddisfare.
- Come istituire e gestire il Catasto regionale degli impianti termici.
- Composizione di un Tavolo tecnico regionale composto dai rappresentanti della Regione, della Città di Roma Capitale, delle province e dei comuni con oltre 40.000 abitanti.
- La creazione di un Comitato di indirizzo impianti termici con membri della Regione, Anci Lazio, UPI Lazio, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, e delle organizzazioni e associazioni di categoria per coordinare gli interessi e promuovere accordi e campagne informative.
- Gli importi minimi e massimi che i responsabili degli impianti devono sostenere per coprire i costi necessari all’adeguamento e alla gestione del Catasto, nonché per le verifiche e le ispezioni sugli impianti termici.
Revisione della caldaia nelle zone in provincia di Roma
Nella Provincia di Roma, la normativa in vigore richiede che tutti gli impianti installati in questa ampia zona ottengano il cosiddetto “bollino verde”. Questa procedura, come già accennato, è obbligatoria e mira a massimizzare l’efficienza nell’uso dell’energia per il riscaldamento delle abitazioni, oltre che a diminuire notevolmente l’inquinamento atmosferico. Il concetto del bollino verde è però riferito solo verso i comuni con meno di 40.000 abitanti; per i comuni di Roma con abitanti superiori a questa soglia è previsto il “bollino blu” e l’autorità competente che risulta è il Comune stesso. Pertanto, in caso di una richiesta d’assistenza sul sistema di riscaldamento in provincia di Roma (per esempio chi necessita di un tecnico specializzato in caldaie a Pomezia) è opportuno avvalersi del bollino di riferimento.









