Il Coordinamento delle Donne della zona ionico – etnea “festeggia” l’8 marzo, Giornata Internazionale delle Donne, non con dibattiti, cortei, incontri o altro ma con un pensiero rivolto alle donne che non vivono ancora la loro vita con serenità e libertà.
Pensiamo alle donne palestinesi che dal dopoguerra non vivono in pace, alle donne ucraine che da due anni affrontano la guerra, alle donne russe come Julija Naval’naja che sfidano la morte per difendere la libertà di pensiero, alle donne iraniane che lottano ancora con le parole d’ordine Donne-Vita -Libertà, alle donne africane costrette a fuggire clandestinamente dalla loro terra, alle donne cinesi che non hanno ancora affiancato al dilagante benessere di tipo occidentale un corrispondente diritto di pensiero e parola.
Pensiamo alle donne dell’America latina che vivono senza servizi e senza lavoro nei quartieri marginali delle grandi metropoli, alle donne dell’America del nord, con le vite segnate da sacche di emarginazione, anche razziale.
Pensiamo ancora alle donne italiane uccise dai loro partner nel 2023. Una ogni tre giorni ha perso la vita per la violenza maschile.
In questo contesto internazionale le donne non sono vittime ma soggettività che con forza e dolore affrontano quotidianamente mille soprusi e costanti disuguaglianze sociali e politiche.
Coordinamento delle Donne della zona ionico-etnea





