La luce del tramonto che abbraccia alberi e fiori. I visi dei bambini che dipingono momenti di ansia e di gioia. Gli sguardi di genitori, parenti ed amici che cercano un volto conosciuto. E poi, il via libera che apre la strada ad una serata di emozioni… colorate! Emozioni regalate dallo spettacolo realizzato dalla scuola dell’infanzia del Primo Istituto Comprensivo “Giuseppe Russo” di Giarre, ospitato al Parco Chico Mendes. Emozioni che sono, come hanno sottolineato le insegnanti che hanno accompagnato i bambini nel loro cammino di formazione, «il risultato di un percorso fatto di impegno, dedizione, tante prove, pazienza e di uno straordinario lavoro di squadra. Un successo costruito insieme, con entusiasmo e passione, per regalare ai nostri bambini e alle loro famiglie un momento davvero speciale. Sulle emozioni abbiamo stilato la programmazione di quest’anno scolastico, nella consapevolezza che ogni emozione, anche la più negativa, va vissuta e, se possibile, trasformata in sentimenti arricchenti per noi e per gli altri. Trattare le emozioni alla scuola dell’infanzia aiuta i piccoli a liberarsi dalle paure, a cominciare a regolare l’emotività ed a gestire i conflitti».
I bambini, divisi in sei gruppi, hanno portato in scena sei “emozioni” (rabbia, calma, tristezza, gioia, paura, amore), ognuna contraddistinta da un colore che ha illuminato la serata nel corso della singola rappresentazione. A dare il benvenuto ai presenti, aprendo l’immaginario sipario della serata, è stata la voce narrante della dott.ssa Benedetta Carmela Scilipoti, Dirigente del I Istituto Comprensivo “G. Russo”, che ha idealmente accompagnato per mano i bambini nella loro rappresentazione: «C’era una volta un giardino speciale, non aveva ancora fiori, né colori, ma aspettava qualcosa di molto importante… Aspettava i bambini, e, con loro, tutte le emozioni vissute durante l’anno … perché ogni emozione che viviamo cambia il modo in cui vediamo il mondo e quello in cui ci relazioniamo con gli altri…».
Ecco il primo gruppo. Sono i bambini del “Manzoni” e della sez. B dello “Sturzo”. Raccontano il rosso della “rabbia”: «Sono forte, sono energia… ma… devo essere ascoltata, non urlata. Arrivo quando qualcosa non va come vorreste, quando vi sentite trattati ingiustamente, quando dite: “Non è giusto!” Io sono la rabbia ma, se respiri… uno… due… tre… divento forza buona!». Adesso tocca ai bambini del “Rodari”. Con loro, arriva la “calma”: «Arrivo quando respiri piano, quando ascolti, quando aspetti il tuo turno, quando il cuore è tranquillo, ho il potere di fare superare tutti gli ostacoli della vita… Io sono la calma… inspira ed espira perché la calma è forza!». È il momento della “tristezza”, raccontata dai bambini del “Rosmini”: «Arrivo quando qualcosa finisce, quando manca qualcuno, quando diciamo addio, quando gli occhi diventano lucidi… ma non sono da nascondere… Io sono la tristezza ma non faccio perdere il sorriso perché più triste di un sorriso triste, c’è la tristezza di non saper sorridere!». Largo alla “gioia”, portata in scena dai bambini dello “Sturzo”: «Arrivo quando ridiamo, quando giochiamo, quando impariamo insieme. Sono nei sorrisi, negli abbracci, nelle cose belle che restano nel cuore… Io sono la gioia, con me tutto diventa più luminoso, non posso restare chiusa, ho bisogno di esplodere e di essere gridata ai quattro venti!». Sono i bambini del “Cosentino” a raccontare la “paura”: «A volte arrivo piano, a volte all’improvviso. Mi sentite quando qualcosa è nuovo, quando non siete sicuri, quando le gambe tremano un po’… Io sono la paura, ma non sono cattiva, vi aiuto a stare attenti e vi insegno ad avere coraggio!». A chiudere la serata è un canto di “amore”, raccontato dai bambini del plesso “S. Maria la Strada”: «Nasco quando condividiamo, quando aiutiamo, quando ci sentiamo bene se stiamo insieme, quando ci accettiamo anche se siamo tutti diversi… Io sono l’amore, sono come il vento, non puoi vedermi ma puoi sentirmi. Sono un dono del cuore e sono io a mover il sole e l’altre stelle!».
Nel ritorno sul palco di tutti i bambini c’è l’abbraccio ai presenti, c’è il grazie alle maestre, c’è il saluto ai compagni, c’è lo sguardo rivolto ai mesi trascorsi ed al futuro. Ma, soprattutto, c’è un percorso formativo che ha dato i suoi frutti, «figli di un impegno incessante che le insegnanti – ha sottolineato la Dirigente, dott.ssa Scilipoti – hanno speso durante tutto l’anno. Lo spettacolo di questa sera è la conclusione di un lungo percorso che, nella crescita sia scolastiche che personale, ha unito bambini, insegnanti, personale scolastico, collaboratori e famiglie. Ed è questa l’emozione che ci ha guidato fin qui: la consapevolezza di un traguardo tagliato tutti insieme».
Corrado Petralia







