Riposto, slittano i termini per aderire alla definizione agevolata. L'opposizione mantiene in aula il numero legale -
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Riposto, slittano i termini per aderire alla definizione agevolata. L’opposizione mantiene in aula il numero legale

Riposto, slittano i termini per aderire alla definizione agevolata. L’opposizione mantiene in aula il numero legale

Slittano i termini per aderire alla definizione agevolata delle ingiunzioni e degli accertamenti esecutivi. Il Consiglio comunale di Riposto ha approvato – grazie alla presenza responsabile dell’opposizione che ha scongiurato la mancanza del numero legale per via delle numerose assenze tra i banchi della maggioranza – una delibera che prevede la possibilità per i cittadini debitori di presentare istanza entro il prossimo 20 ottobre. Questo l’iter complessivo. Entro il 20 novembre gli uffici comunali comunicheranno l’ammontare delle pendenze che potranno essere oggetto di definizione agevolata.

A quel punto il contribuente potrà decidere se aderire presentando apposita istanza entro il 30 novembre. Successivamente, entro il 15 dicembre, l’ente comunicherà al contribuente l’ammontare complessivo delle somme dovute, che dovranno essere pagate integralmente entro il 31 dicembre 2023 o, in caso di rateizzazione, con il pagamento della prima rata entro la stessa data.

Al centro della definizione agevolata vi sono i debiti risultanti da ingiunzioni di pagamento e da accertamenti esecutivi per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 30 giugno 2022. Restano esclusi dalla definizione i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti.

“Vista la gran mole di istanze pervenute agli uffici – spiega in una nota il sindaco di Riposto Davide Vasta – il Consiglio comunale ha ritenuto opportuno approvare lo slittamento dei termini previsti. In questo modo il personale avrà più tempo per smaltire i carichi di lavoro e, nello stesso momento, lo avranno anche i contribuenti per aderire”.

I consiglieri di opposizione, pur dichiarandosi favorevoli alla definizione agevolata e guardando con favore a questa opportunità, si sono astenuti motivando ampiamente il voto. “L’astensione – osserva il consigliere di minoranza Mariella Di Guardo – è riconducibile al mancato adeguamento del regolamento alla nuova delibera ed alla discrasia tra la parte motiva e deliberativa della proposta per la intervenuta nullità di un emendamento mai pubblicato. Inoltre, il Consiglio non ha tenuto conto delle esigenze operative degli uffici e della software house, che avevano chiesto più tempo. Si corre il rischio che il rimedio possa essere maggiore del male.

“Responsabilmente – soggiunge il consigliere di opposizione Claudia D’Aita –  per consentire alla maggioranza l’approvazione del punto all’ordine del giorno, i consiglieri di opposizione sono rimasti in aula, garantendo il numero legale in quanto la maggioranza, a poco più di 4 mesi dall’insediamento del nuovo sindaco, non aveva i numeri per votare l’importante atto.

 

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