Giarre, il palazzo della Cultura "condannato" alla deriva? -
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Giarre, il palazzo della Cultura “condannato” alla deriva?

Giarre, il palazzo della Cultura “condannato” alla deriva?

Quale futuro attende il palazzo della Cultura di piazza Macherione? L’edificio comunale, che per decenni ha ospitato musei, uffici pubblici e una sala istituzionale, è di fatto chiuso al pubblico per ragioni di sicurezza.

Da svariati anni tutti gli uffici dei Servizi sociali,  ubicati al piano terra, sono stati trasferiti nella nuova sede di viale Federico II di Svevia, così come è stata interdetta al pubblico la Sala Romeo, al primo piano dell’immobile, riservata agli eventi istituzionali.

La sala, strutturalmente,  ha registrato danni importanti con la caduta di frammenti di intonaco. Per via della chiusura dell’aula tutte le attività culturali, già da circa due anni, si svolgono nella sala letture della biblioteca comunale di piazza Jolanda. Anche le perduranti infiltrazioni hanno, nel tempo, pesantemente logorato le pareti della sala Romeo, dove si notano fenditure e scrostamenti.

Al piano terra dell’edificio che si affaccia su piazza Macherione, gli agenti atmosferici hanno originato i maggiori danni: l’antico chiostro del palazzo ottocentesco è stato occupato da una palestra, costruita negli anni ‘70, anch’essa, da svariati rimane chiusa al pubblico, per pericolo di potenziali crolli. All’interno della palestra dismessa, un tempo usata dagli studenti dell’istituito tecnico Industriale, ci sono enormi contenitori con all’interno documenti storici dell’ex istituzione scolastica. Gli interventi di ristrutturazione nel palazzo della Cultura appaiono necessari per salvaguardare l’edificio, che, senza dubbio, rappresenta un importante patrimonio culturale e storico per la città di Giarre.

Sul futuro del cespite immobiliare, l’assessore ai Lavori pubblici, Claudio Raciti, lo scorso anno aveva riposto le proprie speranze su un bando con fondi Pnrrr (Contributi ai comuni per la messa in sicurezza degli edifici del territorio – annualità 2022) cui il Comune ha aderito presentando un ambizioso progetto di ristrutturazione, per il quale era stata preventivata una spesa di 4 milioni 969 mila euro.

Le opere di messa in sicurezza ed efficientamento energetico nel palazzo comunale, puntavano al restauro del chiostro e al contestuale recupero di tutti i manufatti artistici, cosi da trasformare lo storico palazzo nella sede di un polo culturale di riferimento per la città.

“Purtroppo, però – ammette l’assessore Raciti – le speranze di un finanziamento si sono affievolite nel tempo, non trovando il nostro progetto una buona posizione in graduatoria per l’ottenimento delle necessarie risorse. L’auspicio è che si possa ottenere uno scivolo ed eventualmente approfittare di questa grande opportunità”.

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