Riposto, le aree a verde delle scuole sommerse da rovi e sterpaglie. Il sindaco Vasta: "Scusate per il disguido" -
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Riposto, le aree a verde delle scuole sommerse da rovi e sterpaglie. Il sindaco Vasta: “Scusate per il disguido”

Riposto, le aree a verde delle scuole sommerse da rovi e sterpaglie. Il sindaco Vasta: “Scusate per il disguido”

“Scusate il disagio”. Il sindaco di Riposto, Davide Vasta, ancora una volta, dinanzi all’ennesima brutta figura scarica sul passato. Alle 8.37, di prima mattina, pochi minuti dopo il suono della prima campanella del nuovo anno scolastico, posta – o chi per lui – un messaggio sulla propria pagina social precisando  che “per un disguido tecnico le aree a verde delle scuole, la scorsa settimana, non sono state pulite come avrebbero dovuto. Gli interventi sono iniziati questa mattina e si concluderanno entro un paio di giorni”.

Il sindaco Vasta, consapevole dei limiti organizzativi di un Comune che non riesce neppure ad assicurare il primo giorno di scuola un servizio di vigilanza dinamico in tutte le scuole, gioca d’anticipo e come per l’ordinanza sul pallone, torma a dividere la città. Ma andiamo con ordine. Dicevamo alle 8.37 posta le solenni scuse.

E alle 15.25, mentre la polemica si infiamma. Mentre lo sfogatoio ripostese inizia ad ingigantirsi, gioca la carta dell’eredità, scusandosi  di nuovo per i disagi causati, tuttavia spiegando che  “in un’ente con gravi carenze organizzative e di personale, così come lo abbiamo ereditato, purtroppo possono accadere. In ogni modo – precisa – siamo riusciti a limitare i danni e già da domani bambini, insegnanti e collaboratori scolastici troveranno aree pulite e decorose”.

Ma le scuse preventive e decisamente tardive del sindaco non lasciano indifferente la politica. Claudia D’Aita rilancia un post di una mancata consigliera, Claudia Costanzo (294 preferenze lista Una Storia possibile) che, per la prima volta – cosi scrive sul proprio profilo -non vuole stare zitta.

L’ATTACCO DI CLAUDIA COSTANZO

“Non ho mai espresso giudizio, non ho mai commentato, non mi sono esposta. Oggi non posso stare zitta”. La mancata consigliera vicina ad Ezio Raciti, posta una sequela di foto che ritraggono l’ingresso principale del plesso Marano di Riposto. A prima vista sembrerebbero foto scattate nella foresta amazzonica, salvo invece scoprire che – purtroppo si –  trattasi di una delle due entrate principali della scuola elementare Marano di Riposto.
“Entrata che – scrive la Costanzo – versa in uno stato di abbandono vergognoso.   Tant’è che i bambini sono stati costretti ad entrare tutti dall’altra: la piu’ piccola e la piú stretta. Non trovo parole e non ritengo ci siano giustificazioni valide per legittimare questa situazione.
Sono curiosa di sapere se qualcuno tra sindaco, assessori o consiglieri era a conoscenza. Immagino di si. Perchè il loro dovere è quello di controllare prima dell’inizio della scuola che tutto sia stato pulito e sistemato per accogliere i bambini. Qualsiasi altra parola è superflua. Più in basso di così c’è solo da scavare!”

L’INVERSIONE A “U” DI COPANI

Fin qui l’indignazione della Costanzo.  Ma, sempre attraverso i social si scopre che, persino il mite Carlo Copani, ex assessore della Giunta Caragliano (Pubblica istruzione), per una volta ha smesso i panni di cooking man, lanciandosi in un plateale attacco al sindaco Vasta. Proprio lui, che, in campagna elettorale, aveva in qualche modo accarezzato il progetto amministrativo di Vasta, per poi dichiararsi, platealmente, il 30 maggio scorso:
“Il passaggio di consegne che si consumerà oggi a Palazzo di Città scrive una pagina significativa nella storia di Riposto. Non è solo una questione legata a gruppi e partiti, non è nemmeno un fatto generazionale. E’ piuttosto una dimensione ed un approccio diverso nella gestione della cosa pubblica. L’affermazione del neo Sindaco Davide Vasta ha confermato la reale volontà di cambiamento”.
Tre mesi appena e arriva la sorprendente inversione a “U” di Copani che oggi, sulla scuola e sul degrado delle aree a verde, non riesce più a contenersi. E cambia idea. E  tanti saluti allo sbandierato cambiamento.

IL DISGUIDO DURA UN’ORA, NON UNA SETTIMANA

Un “disguido tecnico” dura un’ora, un giorno. Non una settimana – scrive Copani -. Prego l’attuale amministrazione, nel rispetto dovuto ai nostri figli, ai Dirigenti, agli Insegnanti ed al personale tutto, al decoro che si deve all’istituzione scolastica ripostese, di prestare maggiore attenzione.
Nel 2018, da assessore alla pubblica istruzione, ho fatto fronte ai disguidi tecnici armandomi di santa pazienza, oltre che di guanti e rastrello, perché tutto fosse pronto per tempo. Volere è potere”.
Che Copani avesse cambiato registro, invero, lo si era già intuito lo scorso 1 settembre quando, commentando l’ordinanza del pallone aveva manifestato la propria posizione:  “Dell’ordinanza sindacale recante come oggetto “Divieto gioco del pallone in tutte le sue forme su piazze e slarghi del territorio comunale” non mi preoccupa tanto la possibile sanzione. Ma il sequestro del pallone. Non bisognerebbe mai sequestrare un pallone a un ragazzino”.
Mario Previtera 

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