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Randagismo: Comuni non trovano accordo su canile consortile

Randagismo: Comuni non trovano accordo su canile consortile

Il randagismo può aspettare. Mentre i volontari delle associazioni animaliste continuano a far fronte a continue emergenze, a soccorrere cani randagi incidentati o peggio ancora avvelenati, la politica locale rinvia le decisioni.

Durante l’ultima assemblea del consorzio di depurazione di Mascali si è parlato anche dell’ipotesi di fattibilità di un canile a servizio dei Comuni consorziati che sono Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo e Sant’Alfio.

I Comuni non si sono accordati su come dovrebbe essere gestito l’eventuale canile: direttamente dal consorzio o tramite affidamento a privati? Dal verbale, all’albo pretorio dei Comuni consorziati, emerge che «Il sindaco di Mascali propone di delegare il cda a dare un incarico, con importi non esorbitanti, ad un tecnico per uno studio di fattibilità nel territorio. Il sindaco di Riposto propone di fare una manifestazione di interesse per la presentazione di un progetto da parte di privati». L’accordo non si trova e alla fine l’assemblea «concorda sulla necessità di approfondire la tematica e rinvia il punto ad una successiva seduta».

Il problema del randagismo va affrontato a livello intercomunale per ottimizzare le poche risorse e perché i randagi non badano ai confini comunali. Dato che già esiste un consorzio di Comuni strutturato utilizzandolo si evita il problema di dovere creare dal nulla un nuovo soggetto intercomunale. Ma non si può rinviare sempre questo argomento che era già all’ordine del giorno da mesi.

I volontari e i comuni cittadini quando soccorrono cucciolate o cani feriti non riescono a trovare nei Comuni le risposte che cercano, dovute per legge. Non sempre si può provvedere a proprie spese e nella maggior parte dei casi non si possono ospitare in casa propria dei randagi. I cani non votano, ma i cittadini con sensibilità animalista sono presenti in tutti i Comuni e tanti volontari sono pronti a fare la loro parte. Se solo la politica facesse la sua.

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