Quando il degrado calpesta la storia tra sciatteria e incuria cronica. Un caso tangibile? La piazzetta Biagio Andò, nel cuore del centro storico giarrese. Uno dei luoghi simbolo della città che racchiude aneddoti e con radici che affondano nella storia della cittadina jonica. Una piazzetta di forma triangolare che si affaccia su via Turati nell’antico rione “u chianu a fera” (piazza della fiera), un tempo denominata piazza Armieri, da circa un ventennio intitolata a Biagio Andò.
Il compianto sindaco della città, certamente il più amato per via delle straordinarie doti umane. In suo ricordo è stato posizionato un busto che primeggia sulla piazza ma che purtroppo, da lungo tempo è involgarito dal degrado in cui versa l’omonima piazzetta. Con la folta vegetazione che ha di fatto sommerso il busto bronzeo, offendendo la memoria dell’ex deputato socialista, eletto sindaco di Giarre nel 1946, dove esercitò il suo mandato amministrativo fino al 1952.
Rovi e sterpaglie avvolgono tristemente il busto, con qualche carenza nell’illuminazione, che certamente merita una migliore valorizzazione, con le panchine disadorne e con i parcheggi dissennati delle auto attorno alla piccola piazza rendendo difficoltoso il transito in uno dei nodi critici del centro storico giarrese.
I giardinieri del Comune, i pochi rimasti in servizio, tra pensionamenti e cambi di incarico, non riescono ad assicurare il giusto decoro e gli effetti si notano parecchio in particolare nei parchi e nelle villette in stato di abbandono come quella di via Pertini, ridotta ai minimi termini.






