Giarre: cittadinanza onoraria al c.t. della Nazionale Italiana, Giampiero Ventura -
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Giarre: cittadinanza onoraria al c.t. della Nazionale Italiana, Giampiero Ventura

Giarre: cittadinanza onoraria al c.t. della Nazionale Italiana, Giampiero Ventura

Dagli esterni gialloblù Bucciarelli e Dal Moro agli esterni azzurri Candreva e Bonaventura. E’ questa, in sintesi, la storia della prepotente ascesa di Giampiero Ventura, allenatore genovese che a distanza di 23 anni dalla brillante parentesi di C1 con il Giarre, ha conquistato la tanto ambita panchina della Nazionale Italiana dopo aver strappato consensi nelle più calde piazze d’Italia a suon di promozioni e brillanti trame di gioco che interessavano le corsie laterali.

Ispirandosi a questo prestigioso traguardo, l’amministrazione comunale giarrese ed in particolare l’assessorato allo sport, rappresentato da Piero Mangano, ha predisposto un atto di indirizzo mirato al conferimento della cittadinanza onoraria giarrese a Giampiero Ventura, stasera impegnato con la Nazionale nell’amichevole contro la Germania campione del mondo in carica. La proposta di delibera di consiglio comunale, derivata dal predetto atto di indirizzo, è stata votata all’unanimità dal civico consesso.

Era la stagione 1992/1993 quando l’allenatore classe 1948 Ventura,ex calciatore dell’Enna in serie C1, decideva di transitare dalla Pistoiese al Giarre. Dopo aver trascinato la Pistoiese dal CND alle soglie della serie C1, il tecnico genovese si tuffava in una nuova avventura con l’obiettivo di proseguire sulla falsariga dei buoni risultati ottenuti sia con la predetta formazione toscana che con l’Entella Chiavari.

Il Giarre, reduce da un quarto posto sotto la guida del tecnico Angelo Orazi, mirava a riconfermarsi e a mantenersi nel gotha della serie C1. Obiettivo centrato. Il gioco dei gialloblù volava sulle ali di Antonio Bucciarelli e di Filippo Dal Moro, che il tecnico genovese volle fortemente dopo averlo allenato a Pistoia. I predetti esterni gialloblù erano incardinati in un elastico 3-5-2, il quale prevedeva che le ali dovessero scavare dei solchi lungo tutta la fascia, eseguendo con efficacia le diagonali difensive.

I propositi di Ventura si tradussero sul campo in giocate che allora deliziarono il pubblico giarrese. Il 3-5-2 di Ventura però fu scandito da trasformismi, relativamente alla posizione dei giocatori nel suo scacchiere. L’impiego di Dal Moro sulla fascia sinistra determinò la collocazione di Carmelo Mancuso nel ruolo di mediano. La duttilità espressa da Mancuso, esaudì i desideri del tecnico ligure. L’ex terzino sinistro del Milan, pur avendo permesso alla propria squadra di attestarsi ad inizio di stagione nelle prime posizioni grazie alle sue giocate nel ruolo di esterno, accettò di adattarsi alle disposizioni di Ventura, agli ordini del quale ricoprì il ruolo di interno sinistro di centrocampo.

Stessa sorte, in materia di trasformismo, toccò a Sanseverino, distintosi nella duplice veste di esterno e di attaccante a supporto di Zian. Il Giarre di Ventura però non incantò soltanto grazie a Mancuso,  autore del goal e del suggerimento che contribuirono a stendere il Perugia di Gaucci alla prima giornata. I gialloblù constavano anche del miglior play della categoria, ovvero di Totò Tarantino, di un centrocampista-trequartista dai piedi sopraffini come Dalla Costa e di un libero i cui lanci propiziavano reti e le cui bordate alla nitroglicerina su punizione, difficilmente lasciavano scampo ai portieri avversari: ovvero Paolo Tomasoni, il quale nella stagione successiva decise di seguire Ventura a Venezia in serie B.

Le fulminee giocate dello scugnizzo ex Napoli Pasquale Sanseverino e le sgroppate di Antonio Bucciarelli sulla destra, costituivano altri preziosi valori in dotazione di un Giarre capace di vincere le prime tre gare di campionato, di schiaffeggiare il Catania sia all’andata che al ritorno, di battere di misura il Siracusa al “Comunale” (oggi “Regionale”) e di impartire almeno per un tempo una lezione di calcio all’Acireale, per poi subire la rimonta dei granata nel finale di una gara terminata 3-3.

I cinque pareggi di fila nelle ultime sei giornate, vanificarono la roboante vittoria per 1-5 ottenuta nell’ultimo turno fuori casa contro la Casertana. Il terzo posto, maturato grazie alla penalizzazione per illecito inflitta al Perugia, non fu sufficiente al Giarre per ottenere la promozione in serie B in quanto l’Acireale fu assolto nell’ambito di un processo su un presunto caso di combine.

La stagione di Ventura funse comunque da trampolino di lancio per giocatori che di lì a poco si ritagliarono uno spazio nella massima serie: Carmelo Mancuso tornò in serie A, indossando la maglia del Lecce, Mayer approdò nel medesimo campionato vestendo la casacca del Modena, mentre Filippo Dal Moro si guadagnò un posto nella Roma di Zeman. Nella stagione 1993/1994, Giampiero Ventura approdò al Venezia in serie B.

Alla guida dei lagunari, il tecnico ligure scrisse una gloriosa pagina di storia a tinte verde-arancio eliminando la Juventus dall Coppa Italia. La vittoria del Venezia al “Penzo” per 4-3 contro la Juve di Baggio e Moller tutt’ora rappresenta un motivo d’orgoglio calcistico per la città veneta. In seguito, Ventura centrò due promozioni di fila con il Lecce trascinandolo dalla serie C1 alla serie A.

Successivamente, agguantò una promozione in serie A con il Cagliari. Ha allenato Sampdoria e Udinese in serie A per poi ritornare al Cagliari e tentare la scalata verso la massima serie con il Napoli, precipitato in serie C1. Ventura però non riuscì nell’intento di condurre i partenopei del Presidente De Laurentiis fuori dal microcosmo della serie C. Poi , dopo le parentesi non fortunate a Verona e a Messina, allenò in serie B il Pisa, nel quale emerse il talento di Bonucci, attuale difensore della Juventus e della Nazionale Italiana. Alla guida dei nerazzurri, Ventura piazzò la sua squadra nella griglia dei play-off senza riuscire a vincere il campionato. L’anno successivo allenò il Bari dove fu ribattezzato mister “Libidine”. I biancorossi da lui allenati, si piazzarono al decimo posto in classifica divenendo la squadra rivelazione della serie A grazie anche all’esplosione della coppia di centrali di difesa costituita da Bonucci e Ranocchia.

Nel 2011/2012 Ventura trascinò il Torino in serie A per poi consentire ai granata, nel 2013/2014, di attestarsi al settimo posto in serie A. Tale posizionamento, gli valse la qualificazione ai preliminari di Europa League. Nella medesima competizione, Ventura ottenne un prestigioso risultato come la qualificazione agli ottavi di finale ai danni dell’Athletic Bilbao battuto a domicilio per 2-3 grazie anche ad una superba prestazione di Darmian, attuale esterno della Nazionale e del Manchester United.

Nel 2014/2015 invece, Ventura permise al suo Torino di vincere all’Olimpico il derby contro la Juventus. Tale appuntamento con la vittoria, mancava da 20 anni in casa granata. Negli anni al Toro di Cairo, Ventura ebbe il merito di valorizzare talenti come Darmian, Zappacosta, Baselli, Bruno Peres, Cerci, Belotti e Immobile.

Quest’anno, il Presidente della FIGC Tavecchio ha ritenuto opportuno che arrivasse per Ventura il momento della definitiva consacrazione, eleggendolo c.t. della Nazionale Italiana. Dopo la sconfitta in amichevole per 1-3 contro la Francia, Ventura, nel contesto del girone di qualificazione ai mondiali di Russia 2018, si è subito riscattato vincendo fuori casa contro Israele per 1-3, imponendo il pari alla Spagna anche se sul terreno dello Juventus Stadium, vincendo 2-3 in Macadonia e travolgendo il Liechtenstein per 0-4 a Vaduz.

Entusiasta l’assessore allo Sport Piero Mangano: “Il supporto manifestatomi dai cosiglieri di maggioranza e di opposizione relativamente a questa iniziativa, è stato commovente ed encomiabile. Esemplare è stato anche il lavoro scrupoloso eseguito dalla IV commissione allo Sport, presieduta da Giusi Savoca. La sinergia materializzatasi ha confermato quanto gli organi istituzionali locali ci tenessero a incoronare un personaggio come Ventura, capace di scrivere una delle più glorioso pagine di storia calcistica gialloblù. Quando ha appreso la notizia, Ventura è rimasto favorevolmente impressionato dalla ferrea volontà del Comune di conferirgli questo meritato tributo. Non appena si esauriranno gli adempimenti della Nazionale, Ventura dovrebbe indicarci una data, individuabile tra dicembre e gennaio, relativamente allo svolgimento della cerimonia di assegnazione della cittadinanza. Probabilmente, come ci ha lasciato intendere, ne approfitterà per visitare Taormina e trattenersi per un pò nella nostra zona. Insieme a lui dovrebbe essere presente l’ex direttore sportivo del Giarre di allora Ciro Femiano, oltre che una pattuglia di giocatori del Giarre di quella stagione.Avere come cittadino onorario l’attuale tecnico della nazionale Italiana sarà motivo di orgoglio per una città che, ai tempi in cui Ventura ha allenato il Giarre, ha davvero sognato ad occhi aperti”.

Umberto Trovato

 

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