Un grande gesto di solidarietà arriva dalla comunità scolastica del liceo “Leonardo” di Giarre, che si è mobilitata per sostenere la famiglia Bonaventura, titolare del Mare Kambo, duramente colpita dai danni provocati dal ciclone Harry.
Il dirigente scolastico, Tiziana D’ Anna, docenti, personale Ata, Dsga, rappresentanti d’istituto dei genitori, hanno unito le forze per spalare fango e detriti dallo storico locale e stabilimento balneare, devastati dall’ondata di maltempo.
Il locale, vero punto di riferimento di Marina di Cottone, da oltre 40 anni, per la precisione 48, è stato sommerso da acqua, fango e materiali trascinati dalla furia del ciclone, che ha messo in ginocchio attività e famiglie del territorio. Di fronte a una situazione così critica, la risposta della scuola non si è fatta attendere.
Coordinati dalla preside D’Anna, armati di pale, secchi e tanta buona volontà, sono scesi in campo fianco a fianco, per restituire dignità a un luogo simbolo della comunità. Un’iniziativa che va oltre il semplice aiuto materiale: è un segnale forte di vicinanza umana, responsabilità civile e senso di appartenenza.
«La scuola non è solo un luogo di istruzione, ma una comunità viva che sa prendersi cura del proprio territorio», ecco il messaggio che emerge da questa giornata di lavoro e solidarietà, da parte della preside D’Anna. “Il gesto del liceo Leonardo – continua la dirigente – dimostra come, anche nei momenti più difficili, l’unione possa fare la differenza. Siamo qui per il silenzio assordante delle istituzioni, per la mancanza assoluta degli enti, che sono quelli che devono intervenire tempestivamente su questo disastro. Ci rendiamo conto che quest’attività, come altre del territorio distrutte dal ciclone, sono attività lavorative per molte famiglie? Mi chiedo – ha aggiunto – le istituzioni si rendono conto, che devono mettere tutti nelle condizioni di poter ripartire, ora che l’estate è alle porte? E offrire ristori economici e puntare sullo snellimento delle pratiche burocratiche- ha concluso la D’ Anna- che consentiranno alle imprese di buona volontà di rialzarsi?”.
Un esempio concreto dunque, di cittadinanza attiva che resterà impresso non solo nella memoria della famiglia Bonaventura, ma in quella di tutta Marina di Cottone. Non solo fango e detriti da rimuovere, ma anche tanta amarezza e indignazione da parte di chi, dopo il passaggio devastante del ciclone Harry, si sente scoraggiato e amareggiato. È questo il sentimento che emerge dalla voce della famiglia Bonaventura e di molti cittadini di Marina di Cottone, duramente colpiti dai danni e ancora in attesa di risposte concrete.
A fronte dell’assenza delle istituzioni, è stata ancora una volta la solidarietà dal basso a fare la differenza. La comunità scolastica del liceo Leonardo si è mobilitata per aiutare a spalare fango e detriti dalla storica struttura, oggi ridotta a un cumulo di macerie.
Preside, insegnanti, DSGA e personale scolastico hanno lavorato fianco a fianco, dimostrando che la scuola può e deve essere un presidio di cittadinanza attiva. Ma il gesto solidale non basta a cancellare lo sdegno di chi denuncia una burocrazia lenta e soffocante, incapace di intervenire con tempestività in situazioni di emergenza.
«Non chiediamo promesse, ma aiuti concreti e procedure più semplici», è il grido dei fratelli Daniela ed Emanuele Bonaventura, titolari del Mare Kambo, che hanno visto anni di sacrifici, sommersi dal fango in poche ore. La speranza è che alle parole seguano finalmente i fatti, perché la ricostruzione non può poggiare solo sulla buona volontà dei cittadini.
In un territorio ferito, la lezione che arriva dal liceo Leonardo è chiara: la comunità c’è, ma ora servono risposte rapide, sostegno reale e una burocrazia più umana, celere, capace di stare accanto a chi ha perso tutto.








