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Giarre, ricordando la storia dell’Arma dei Carabinieri

Giarre, ricordando la storia dell’Arma dei Carabinieri

Continuano gli incontri culturali organizzati dalla Società Giarrese di Storia Patria e Cultura, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Giarre, che si è soffermata sulla Storia dell’Arma dei Carabinieri che nasce il 13 luglio 1814, quando il sovrano del Regno Sardo-Piemontese Vittorio Emanuele I, con la promulgazione delle Regie Patenti, istituì a Torino il Corpo dei Carabinieri Reali. In rappresentanza del Comune di Giarre era presente l’assessore Tania Spitaleri e il neo eletto consigliere comunale Angelo Spina.

Ha introdotto l’evento il presidente della Società di Storia patria, prof. Nicolò Mineo, seguito dal relatore, dott. Raffaele Messina, Capitano dell’Arma e socio del sodalizio: laureato in Giurisprudenza , ha svolto il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri ed è stato congedato con il grado di primo Capitano. Il relatore ha informato l’uditorio sulla struttura dell’“Arma” declinandola nei tre raggruppamenti regionali e nei diversi comandi regionali, provinciali e stazioni. Ha citato anche particolari “Comandi” come quello dei “Corazzieri” che, nella dizione ufficiale, sono “Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica”, mantenendo gli stessi compiti di protezione del Capo dello Stato come era stato con il regime monarchico.

Il relatore ha poi ricordato diversi eroi dell’Arma, fra cui spicca la figura di Salvo Rosario Antonio D’Acquisto, vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, che si è sacrificato il 23 settembre 1943 per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale. Gli è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare dal Luogotenente Generale del Regno, con Decreto “Motu Proprio” del 25 febbraio 1945. Al D’Acquisto è attribuita la frase “Se muoio per altri cento, rinascerò altre cento volte. Dio è con me ed io non ho paura”. Il relatore ha ricordato l’eccellente militare quando entrò nell’esercito da volontario, inquadrato nei Carabinieri reali, e con l’entrata in guerra dell’Italia si arruolò volontario per la Libia nella Campagna del Nord Africa.

Dopo alcuni mesi trascorsi al fronte, alla fine di febbraio 1941, rimase ferito ad una gamba durante una scontro a fuoco con le truppe inglesi. Restò successivamente con il suo reparto in zona d’operazioni fin quando venne ricoverato all’ospedale di Bengasi per una forte febbre malarica. Rientrò in Italia per una licenza di 3 mesi e poi fu aggregato, dal settembre 1942, alla Scuola Centrale dei Carabinieri Reali a Firenze, per frequentare il corso accelerato per la promozione a vicebrigadiere.

Oggi, si ricorda il brigadiere Salvo d’Acquisto come esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme con altri 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti. Il Carabiniere, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche, affrontava impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma.

Il relatore ha poi passato in rassegna altre figure di eroi dell’“Arma” vicini a noi, fra cui il Generale Salvatore Pennisi di San’Alfio e il vicebrigadiere Costantino Catania. Per concludere, Messina ha citato un intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che così recita: “Dall’ambiente alla salute, alla sicurezza sui luoghi di lavoro, all’integrità del patrimonio artistico e culturale, i Carabinieri rivolgono la loro vigile attenzione per contrastare con tenacia l’illegalità e promuovere ogni utile forma di prevenzione. Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri, siate orgogliosi di appartenere ad un’Arma che riscuote, oltre che la stima delle istituzioni, l’affetto e il rispetto dei cittadini”.

Anna Fichera

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