In tre su una Renault 4 carica di bagagli dalla Francia fino alla Sicilia al tempo del coronavirus -
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In tre su una Renault 4 carica di bagagli dalla Francia fino alla Sicilia al tempo del coronavirus

In tre su una Renault 4 carica di bagagli dalla Francia fino alla Sicilia al tempo del coronavirus

Sono riusciti a superare i controlli traghettare e arrivare in Sicilia a bordo di una Renault 4 color cammello. Sono tre giovani, tre quarantenni provenienti dalla Francia a bordo di Renault 4, ormai vetusta e sovraccarica di bagagli arrivati in Sicilia attraversando tutto il Paese nonostante i diversi decreti e le misure sempre più draconiane che si sono succedute in queste ultime due settimane.

L’unico fermo sarebbe stato  eseguito dai carabinieri di Vallo della Lucania.  I militari  hanno bloccato i tre portandoli all’ospedale San Luca. Non presentando alcun sintomo sono stati liberati e sono ripartiti. Le ultime tracce dell’auto sono ad Aci Trezza dove la Renault 4 è stata fotografata in un parcheggio.

Sul posto, ad Aci Trezza, sono intervenuti carabinieri e polizia municipale che li hanno denunciati e posti in quarantena. Lo ha reso noto l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Aci Castello, Salvo Danubio.

Una storia che ha dell’incredibile e che spicca per la sua atmosfera hippie anni ‘7’0 e che si unisce a tutti quegli sbarchi denunciati dallo stesso Governatore Musumeci.

Il tragitto dell’auto ormai malconcia è stato seguito passo passo da alcuni camionisti che hanno postato filmati e da tante foto. Alcune le ha pubblicate anche Angelo Pizzuto presidente dell’Aci di Palermo.

“Questa vettura ormai famosa alle cronache secondo il codice della strada non può circolare (fidatevi, è il mio lavoro), uno per l’evidente stato di deterioramento di carrozzeria e probabilmente motore (ma la revisione?), due per i carichi liberi all’interno, tre per il carico sul tetto. – scrive Pizzuto sul suo profilo Facebook – Quattro perché ha la targa di un Tir (probabilmente rubata). Come ha fatto ad attraversare l’Italia, lo stretto di Messina ed arrivare ad Acitrezza quando io non posso andare neanche nella farmacia sotto casa?”.

 

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