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La Vispa Teresa: ecco la seconda parte

La Vispa Teresa: ecco la seconda parte

L’ex Primo cittadino Teresa Sodano continua a raccontare i suoi anni di amministrazione e getta una luce differente sull’attuale gestione del Comune

– Come si difende dall’accusa di aver stipulato contratti di telefonia troppo onerosi per il Comune?
«I contratti di telefonia avevano un costo assolutamente compatibile con quello che era il servizio che riceveva il Comune. Ora mi dicono che è stato tolto il telefonino, che aveva un costo irrisorio, a dipendenti che devono assicurare la reperibilità, con grandi disservizi. Fu anche sollevata la questione del servizio Whatsapp, che avevano alcuni dipendenti, da parte di consiglieri comunali che in campagna elettorale volevano evidentemente andare contro certi dipendenti che non erano stati benevoli con le loro richieste. Purtroppo, la campagna elettorale scatena meccanismi che riesce difficile controllare».
– Cosa risponde a chi dice che la sua Amministrazione abbia fatto un ricorso eccessivo alle consulenze esterne?
«Sulle consulenze c’è pure molta malafede, perché io ho avuto una sola consulente, che era la Dott.ssa Privitera, persona indispensabile per il reperimento dei finanziamenti, regionali, nazionali e comunitari ed è una figura che hanno, per necessità, tutti i Sindaci. Fra l’altro, si tratta di una persona di grande professionalità, che ha fatto avere un ritorno notevolissimo al Comune di Giarre in termini di finanziamenti. Poi, se vogliamo spacciare per consulenze gli incarichi legali, dati ai vari avvocati per difendere l’Ente, allora è un altro discorso. Sono incarichi dati perché non avevamo un ufficio interno, perché non si raggiunse mai l’accordo – anche politicamente – per poterne creare uno e poi c’era già un contenzioso notevolissimo, affidato a diversi legali, quindi abbiamo cercato, soprattutto, di pagare le parcelle. Nel 2008, pagammo somme rilevanti anche per gli incarichi della precedente Amministrazione, che non venivano pagati da prima del mio insediamento. Oggi, si parla di un nucleo di legali. Per quanto riguarda le controversie di natura tributaria, ad esempio, della difesa dell’Ente si occupava un nostro dirigente, senza oneri aggiuntivi, quindi non so quale sarà il nuovo risparmio».
– È vero che lo staff del nuovo Sindaco è più snello del suo?
«Tutta questa snellezza non la vedo. È vero che avevo un capo di gabinetto che però era una figura importantissima nella gestione dei rapporti con il personale. Mentre il nuovo Sindaco ha assunto come consulente Tracia – che io, per un certo periodo, avevo assunto affidandogli l’incarico di direttore generale quanto l’ente poteva averne uno -, ha un consulente per il bilancio, non so quali risparmi abbia fatto».
– Forse Bonaccorsi realizzerà un ingente risparmio con la vendita dell’Audi A6 del Comune?
«Se poi il risparmio è la vendita della macchina del Sindaco questa cosa mi fa parecchio sorridere. È ridicolo, non capisco quale utilità possa avere. Anche nel piano di riequilibrio è scritto che il Sindaco ha rinunciato alla macchina, ma quella macchina serviva perché io ho fatto viaggi continuamente a Palermo, perché spesso i risultati si ottengono solo se si va a seguire personalmente le pratiche alla Regione – a parte il fatto che per il contratto di quartiere di via Teatro siamo stati anche a Roma –. Però, la vendita della macchina fu un fatto dimostrativo perché in un bilancio di 40 milioni di euro vorrei capire come può influire il ricavato della vendita di una macchina, che fu comprata già di seconda mano. Non so nemmeno se è stata venduta e quanto ha potuto ricavare. Se voleva, invece, come si suol dire “tagliare la faccia” al Sindaco precedente, perché lui ne fa a meno, questi sono atteggiamenti non da amministratore serio, di un ente serio, ma di altre consorterie».
– Cosa ne pensa del progetto promosso da Bonaccorsi di ampliamento di Piazza Duomo. In una città che ha gravi problemi di traffico e di stato del manto stradale, le pare una priorità?
«Questa di piazza Duomo, quando l’ho sentita, mi è sembrata una notizia aberrante. Giarre ha avuto sempre problemi di viabilità, quando fu sindaco l’On. Russo, che aveva la possibilità di trovare finanziamenti, fu impedito di realizzare una circonvallazione, che sarebbe servita tantissimo a snellire il traffico nelle due arterie principali di via Callipoli e Corso Italia. Non avendola realizzata, abbiamo una viabilità limitatissima e voler ampliare una piazza, già grande, come piazza Duomo, chiudendo quella piccola bretella che è l’unico sfogo per chi si trova nella parte alta di Giarre, mi riferisco alla zona di Piazza Immacolata via Garibaldi, mi sembra un atto di irriverenza nei confronti degli amministratori illuminati del tempo, che vollero via Callipoli e Corso Italia così come furono realizzati e già per quei tempi erano di notevoli dimensioni e ampiezza. Poi, mi sembra irrispettoso nei confronti dei cittadini per quanto riguarda la sicurezza. Io, nelle mie amministrazioni, ho sempre mirato alla sicurezza, specie per il rischio idrogeologico. Ora si vuole chiudere quella piccola bretella, che consente di smistare il traffico, di aprirlo verso Riposto, che è anche una via d’uscita per chi in un territorio come il nostro, altamente sismico, non possa svicolare dal viale Don Minzoni. Si pensi ai ragazzi della scuola media “Verga”, sarebbero costretti a scendere da via Garibaldi e dove verrebbero convogliati? In quel budello che porta al parcheggio multipiano, in quella stradina strettissima? È un’idea senza fondamento e un’offesa alla sicurezza dei cittadini».
– Se dovesse fare un confronto tra i primi risultati di Bonaccorsi e i suoi cosa vedrebbe?
«Dalla Giunta Bonaccorsi non ho visto niente, anche perché si è insediata da otto mesi, è anche presto, anche se devo dire che il rispetto al mio programma dei primi cento giorni c’è un abisso. Ora c’è la vendita della macchina, il 10% in meno sulla tassa dei rifiuti, che era previsto dalla legge, cose ridicole. Io trovai l’emergenza dovuta al terremoto del 2002, un grosso contenzioso con la Regione che si concluse con una transazione molto favorevole al Comune, 16 persone che rischiavano di perdere la pensione per un vuoto contributivo e pagammo 16 mila euro dopo 15 giorni dal nostro insediamento».
– Quali sono le opere in corso di esecuzione e ancora da iniziare frutto dei finanziamenti ottenuti dalla sua Amministrazione?
«Io ho lasciato7 cantieri aperti, Giarre ha avuto in questi anni una mole di finanziamenti non comune. Tra i cantieri aperti, oggi, ci sono 20 milioni di finanziamenti: è stata inaugurata da poco, per 500mila euro, la palestra del Macherione, piazza De Andrè per 850mila euro, un milione per il duomo, 1 milione e 800mila euro per le strade nella zona Peep, 3 milioni per il rischio idrogeologico, di cui due già spesi un cantiere concluso a S. Maria la Strada e uno in corso a Trepunti, per il quale i lavori sono sospesi perché il Comune non ha provveduto a spostare un tubo dell’acqua. Tra quelli bloccati troviamo la rotatoria all’uscita dai caselli autostradali (il cui decreto di finanziamento è del 4 gennaio 2013), e ricordiamo che per ottenere il cofinanziamento noi partecipammo ad un bando per la sicurezza stradale, e poi la Zona Franca Urbana, per la quale sono amareggiata».
– Dopo tutte le accuse che le sono state rivolte come mai proprio il varo della Zona Franca Urbana è per lei fonte di amarezza?
«Nessuno si è fatto sentire – come per l’inaugurazione della palestra della Macherione per la quale ottenni ingenti finanziamenti – ma questo della ZFU è l’ultimo dei finanziamenti che ho ottenuto, per oltre 6milioni di euro. Per fare inserire Giarre nell’elenco delle ZFU ci fu un gran lavoro sia da parte mia che della dott.ssa Privitera, perché c’erano dei parametri abbastanza complessi, che siamo riusciti a sostenere, sia per partecipare al bando che poi per ricevere i fondi. Riuscimmo a ottenere, dopo molti viaggi a Palermo dall’assessore Armao, che le ZFU, inizialmente prevista per sole 4 città, sarebbe stata estese anche a noi. Si tratta di un grosso risultato, a seguito di un nostro grande lavoro che però è stato ignorato dalla nuova Amministrazione. Altri 356 mila euro devono pervenire per la Macherione e 187 mila euro per la scuola di Carrubba. E poi ci sono i 6 milioni e 500 mila euro del contratto di quartiere di via Teatro».
– Il nuovo Sindaco sostiene di aver rimesso all’opera impiegati imboscati, di aver ricollocato in strada i vigili e di aver rivoluzionato la macchina amministrativa. Lei, che effetti vede nella città e sul funzionamento del Comune?
«A parte la soluzione della questione dei rifiuti, che anche noi, con la cessazione di un certo modo di gestire il servizio, saremmo riusciti a risolvere – tra l’altro il sindaco poteva liberarsi dell’Ato già a giugno e ha preferito prorogarne la gestione fino a settembre, che era la scadenza ultima, e la ditta che ora gestisce il servizio è la medesima individuata già da noi – non vedo nessun miglioramento. Si so che c’è stata una rivoluzione… ma noi avevamo attinto a risorse adibite ad altro proprio perché la coperta si è andata via via restringendosi. Probabilmente, la gente imboscata c’è adesso, se tutti i giardinieri sono tornati a fare i giardinieri, da quello che si vede in giro, questo servizio non è espletato come si dovrebbe. Mentre mi dicono che ci sono uffici con grosse carenze (come nell’ufficio accertamento tributi che avevamo costituito) ed a me la macchina amministrativa sembra inceppata da tutti gli interventi che vengono spacciati per chissà quali cose. E poi c’è anche un modo di rappresentare l’attività, nella cronaca di Giarre, che tante volte io pure mi vergogno, come quando leggo che l’ufficio manutenzione va a fare un sopralluogo in una scuola, dove c’è un’infiltrazione d’acqua e si chiede alla dirigente “è contenta, soddisfatta?”. Cosa deve dire quella? Ma qual è il compito di un ufficio manutenzione? Non penso che meriti un articolo non solo il fatto che l’intervento non venga effettuato, ma che venga compiuto il sopralluogo. Questa per dirne una, poi ce ne sono tantissimi episodi di un modo di amplificare le notizie dove si riscontra molto fumo, molta capacità di comunicare e poca sostanza».
– Quanto all’inchiesta a suo carico, sulla illegittimità della determina 75 bis, teme per sé un esito sfavorevole?
«No. Assolutamente. Quella della 75 bis fu un’esigenza di bilancio. Qualcuno fece una denuncia e mi è stato comunicato… metto in conto anche questo».
Gustavo La Piazza

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