Giarre, Nettuno… re delle spese -
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Giarre, Nettuno… re delle spese

Giarre, Nettuno… re delle spese

Il restauro di Villa Regina Margherita restituisce alla città uno dei polmoni verdi tanto agognati. Ma ci sono cifre che minacciano di rovinare… l’atmosfera di “riconquista”

La vasca del Nettuno. Villa Margherita. Due realtà architettoniche giarresi che sono rimaste, per lunghissimi anni, in un limbo a metà tra mito e leggenda. Un limbo che ha conosciuto, di tanto in tanto, l’exploit del politico di turno, con fantasiose proposte di “spostamento” della fontana, persino in piazza Duomo. Un limbo che le due strutture sembrano aver finalmente abbandonato… per la modica cifra di 25mila 488,06 euro! A tanto ammonta, infatti, la spesa per i “lavori di riqualificazione della Villa Regina Margherita e della vasca del Nettuno”, quantificata dal Ragioniere generale del Comune in base ad un computo estimativo proveniente dalla IV Area – Ufficio Tecnico dello stesso Comune. Una spesa importante, soprattutto se rapportata all’attuale situazione finanziaria del Comune. Una spesa importante che, nel suo essere, avrebbe suscitato qualche dubbio, relativamente alle voci di spesa.

Prendiamone una a caso: la potatura dei ficus e dei platani. Il nolo dell’autogru, per due giorni, è costato 1.350 euro per i ficus (per due giorni) e 2.700 per i platani (4 giorni). Totale: 4,050 euro. Giusto, giustissimo, l’altezza da raggiungere rendeva necessaria questa spesa. Però, accanto al costo del noleggio, troviamo anche le spese per gli operai: un totale di 6 giorni di lavoro, al costo di 22 euro l’ora, per quattro operai, ha prodotto una spesa totale di 2.112 euro, pari a 16 ore lavorative totali. E qui, la domanda sorge spontanea: ma il Comune di Giarre non ha giardinieri in pianta organica? Nessun dipendente poteva svolgere le mansioni di potatura degli alberi? Sappiamo che in altri Comuni vicini, per esempio a Fiumefreddo, i giardinieri comunali, in numero ridotto, riescono a tenere in ordine la villa comunale che, perdonate il paragone, forse è un tantino più grande di Villa Regina Margherita. Includendo la potatura degli alberi. Forse il nome altisonante (Villa Regina Margherita) impone altrettanto altisonanti spese e sfoggio di personale in gran numero?

Ma andiamo avanti. Altro capitolo di spesa riguarda lo “smaltimento dei tralci potatura e conferimento in disca rica”. Per la modica spesa di appena 1000 euro ci si toglie il pensiero. E guai a pensare che il campo di atletica, nell’ambito della politica di ridenominazione che ha portato, per esempio, gli spazzini a diventare “operatori ecologici”, da ora in avanti, venga definito “discarica”. Non provenivano dalla potatura degli alberi di Villa Margherita i mucchi di rami che, misteriosamente, sono stati depositati, non si sa da chi, un bel giorno, dietro le tribune. Anche perché, come riportato dalla stampa quotidiana locale, il responsabile della ditta incaricata della potatura ha dichiarato che gli scarti vegetali prodotti durante i lavori “sono stati triturati sul posto con un biotrituratore che li ha ridotti in segatura che poi sarà usata nei campi”. Ma allora, se gli scarti sono da usare nei campi, cosa è stato conferito in discarica? L’aria fritta?

Inoltre, ben 4500 euro sono stati spesi per la pulitura della vasca e del complesso artistico, oltre che per lo svuotamento del materiale di risulta e il conferimento in discarica, e “appena” 1500 euro per conferire in discarica la cenere vulcanica (spazzata da 2 operai che hanno lavorato per 3 giorni, a 22 euro l’ora, per un totale di 1.056 euro). Solita domanda: operai del Comune, no? E, se vogliamo essere pignoli, in quale discarica è stata conferita la cenere vulcanica? Magari dietro qualche momento periferico o terreno comunale fuori mano? Totale dei conferimenti in discarica: “appena” 2.500 euro.

L’argomento è già stato oggetto di una interrogazione da parte del consigliere di minoranza Giannunzio Musumeci, ma ancora non si hanno risposte. e, poi, ultimo dubbio: i prezzi si intendono Iva inclusa oppure esclusa?

I dubbi fanno parte, comunque, dell’essere cittadini e, soprattutto, contribuenti. In questo momento di forte difficoltà economica, le risposte sono più che dovute. Naturalmente, senza nulla togliere a tutte le associazioni ed ai cittadini che hanno “riconquistato” Villa Regina Margherita. Sperando che si tratta di una riconquista duratura e non soltanto di un “esproprio” temporaneo a quel limbo che tante risorse ha già ingoiato.

Corrado Petralia

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