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Addizionale Irpef per i francavillesi

Addizionale Irpef per i francavillesi

La nuova imposta è stata introdotta nel corso della recente seduta di Consiglio Comunale, che ha visto l’Amministrazione Monea ulteriormente “minoritaria”, ma “soccorsa” dagli avversari del gruppo “Democrazia è Libertà” i quali, però, smentiscono qualsiasi “inciucio”

 

Per poter garantire i servizi essenziali ai propri abitanti, nemmeno il Comune di Francavilla di Sicilia ha potuto fare a meno di introdurre la cosiddetta “addizionale Irpef”, ossia una nuova imposta che aumenterà ulteriormente la già pressoché insostenibile pressione fiscale cui sono sottoposti i residenti nella cittadina dell’Alcantara.

L’istituzione di tale balzello è stata votata nel corso dell’animata seduta di Consiglio Comunale della settimana scorsa, che si è lasciata dietro non pochi strascichi polemici. Il gruppo consiliare di maggioranza relativa a sostegno dell’Amministrazione Comunale del sindaco Lino Monea si è, infatti, assottigliato ancor di più (passando da sette a sei consiglieri) in quanto il vicepresidente del civico consesso Mohamed Mafhoum ha votato contro l’introduzione dell’addizionale insieme ai tre dissidenti di “Uniti per Francavilla” (Lo Presti, Nuciforo e Puglisi) ed a Paolo Spatola, esponente della compagine d’opposizione “Democrazia è Libertà”. Ma è proprio quest’ultima che, in fondo, ha reso possibile l’approvazione dell’imposta: se tutti e cinque i componenti del gruppo fossero rimasti in aula, anziché lasciare solo il “portavoce” Spatola, la relativa proposta dell’Amministrazione Monea non avrebbe avuto i numeri per passare. I sospetti di “inciucio” non si sono, dunque, fatti attendere. Ma a sgombrare il campo da ogni insinuazione in tal senso hanno provveduto gli stessi consiglieri di “Democrazia è Libertà”.

«Il mio voto contrario all’addizionale Irpef – dichiara Paolo Spatola – è stato il voto contrario anche degli altri miei quattro colleghi, che pur avevano abbandonato l’aula. Abbiamo deciso di assumere questo atteggiamento onde evitare al nostro Comune conseguenze ancora più gravi, se non addirittura catastrofiche».

«Questo perché – specifica il consigliere Nino Raspa – consentendo, sia pur a malincuore, la chiusura del Bilancio, abbiamo evitato l’avvio della procedura di predissesto finanziario, ossia l’arrivo di un commissario ad acta che, pur di far quadrare tecnicamente i conti, avrebbe innalzato d’imperio i tributi comunali oltre i livelli massimi, dando il definitivo colpo di grazia alla nostra già stremata comunità».

«Dunque nessun “inciucio” – tiene a sottolineare Spatola rispondendo polemicamente “a distanza” all’ex sindaco Salvatore Nuciforo, leader dell’altro gruppo consiliare d’opposizione “Uniti per Francavilla” –, ma solo ed esclusivamente senso di responsabilità. Quel senso di responsabilità che probabilmente manca a chi, per motivi prettamente personali e meri giochi di potere, ha ingaggiato una “guerra” contro l’Amministrazione Monea, non curandosi delle conseguenze per i cittadini francavillesi. Noi del gruppo d’opposizione “Democrazia è Libertà” siamo quindi ben lieti di aver “salvato” il Bilancio al posto di chi in campagna elettorale, giurando “amore eterno” all’attuale sindaco, pur di vincere le elezioni ha mentito nascondendo la reale situazione economica del Comune».

«Da evidenziare inoltre – conclude il consigliere Raspa – che è tutto merito del nostro gruppo d’opposizione se, con questa sessione di Bilancio, si è finalmente giunti all’agognata rinuncia alle indennità di carica spettanti al sindaco ed agli assessori in questi ultimi due mesi dell’anno in corso (consentendo un risparmio di quasi quindicimila euro) ed ai gettoni di presenza destinati a noi consiglieri comunali per tutto il 2013 (complessivamente diecimila euro). Per intanto, solo noi di “Democrazia è Libertà” abbiamo presentato la relativa rinuncia scritta; ci auguriamo che anche i colleghi degli altri gruppi e gli amministratori lo facciano quanto prima».

Rodolfo Amodeo

Da sinistra: Nino Raspa e Paolo Spatola

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