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La Toscana festeggia i sessant’anni di pittura del maestro siciliano Antonio Sgarlata

La Toscana festeggia i sessant’anni di pittura del maestro siciliano Antonio Sgarlata

In occasione dell’importante anniversario, all’artista nativo di Giardini Naxos nonché cittadino di Francavilla di Sicilia è stata dedicata una mostra personale al Palazzo Banci Buonamici di Prato, capoluogo della provincia in cui l’ideatore della “pittura a rilievo”, nonché artefice dei cosiddetti “falsi d’autore”, risiede ormai da diversi anni

E’ un siciliano “doc” ma, risiedendo ormai da parecchi anni a Vernio, la terra di Toscana ha voluto rendere omaggio ai suoi sessant’anni di apprezzatissima carriera artistica dedicandogli un’apposita mostra personale tenutasi nei giorni scorsi nella prestigiosa sede di Palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia di Prato.

Così il maestro Antonio Sgarlata, nato a Giardini Naxos nel 1928 ma molto conosciuto anche a Francavilla di Sicilia, dove ha trascorso buona parte della sua vita lavorando come artigiano decoratore, ha ancora una volta affascinato tantissimi visitatori (nella fattispecie oltre un migliaio) esponendo per l’occasione una sessantina di tele della sua ricchissima produzione, una cui buona parte è stata donata dal pittore l’estate scorsa al Palazzo Cagnone dell’amato Comune di Francavilla di Sicilia.

«Questa mostra in occasione dei miei sessant’anni di carriera – ha dichiarato Sgarlata – è stata per me un’immensa soddisfazione. A gratificarmi sono stati soprattutto i tantissimi visitatori provenienti da diversi Stati esteri, che hanno reso internazionale questo evento a me generosamente dedicato».

Oltre mezzo secolo fa, Antonio Sgarlata ideò il genere della pittura a rilievo, ossia una tecnica in grado di trasmettere forti emozioni in quanto è come se i colori si sollevassero dalla tela per proiettarsi verso l’osservatore. Con tale tecnica, l’artista siciliano ha realizzato, tra l’altro, un solare panorama “mozzafiato” di Taormina, le stazioni della Via Crucis, il suo autoritratto e varie nature morte, assimilabili a delle sculture per la tridimensionalità che la pittura a rilievo conferisce ai soggetti ritratti.

Agli inizi della carriera, inoltre, Sgarlata si è fatto conoscere ed apprezzare per i suoi “falsi d’autore”, ossia riproduzioni fedelissime dei capolavori della pittura mondiale di tutti i tempi (come La Gioconda di Leonardo, il Cristo Deposto di Andrea del Sarto, la Chiromante del Caravaggio, ecc.) da lui, comunque, personalizzati con qualche elemento innovativo (alla Gioconda, ad esempio, ha messo in braccio un ermellino, mentre nella natura morta di Monet ha inserito un po’ di buona frutta della sua Sicilia).

Per il resto, l’arte del maestro Sgarlata risulta fortemente ispirata dalla solarità tipica dei paesaggi siciliani (il giallo e l’arancio sono i colori più ricorrenti sulle sue tele). Nella sua ricca produzione rientrano anche nudi femminili e ritratti di anziani. La sua è una pittura schietta, semplice e genuina, che trasmette un senso di pace e serenità.

Ai dipinti di Sgarlata sono state dedicate una sessantina di mostre in importanti sedi espositive italiane, ed i suoi quadri sono stati venduti in diversi Paesi del mondo (Russia, Stati Uniti, Argentina, Giappone, Australia, ecc.).

«Visitare una mostra di Antonio Sgarlata o avere il privilegio di visitarne l’atelier o le abitazioni – ha scritto il giornalista ed operatore culturale Ciro Becchimanzi nella presentazione ufficiale della recente personale pratese – significa immergersi in un viaggio intenso e straordinario tra le gallerie d’arte del pianeta. Ma è comunque riduttivo continuare ad etichettare Sgarlata come “il maestro dei falsi d’autore” perché le sue opere, pur facendo tesoro delle tecniche dei grandi pittori del passato, evidenziano la ricerca di uno stile originale, incentrato sull’esaltazione dei colori della natura in quanto essenza della bellezza della vita».

Rodolfo Amodeo

 

FOTO PRINCIPALE: il maestro Antonio Sgarlata con la moglie in occasione della recente mostra di Prato ed, accanto, un suo dipinto

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