Riceviamo e pubblichiamo una nota di replica alle dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio comunale della cittadina etnea, Salvatore Sapuppo, (clicca e leggi Zafferana Etnea: l’ormai ex presidente del Consiglio Sapuppo si difende e contrattacca) da parte del gruppo consiliare zafferanese “Zafferana in Comune” i cui componenti, con le loro dimissioni di gruppo di qualche giorno fa, hanno indotto lo scioglimento del civico consesso zafferanese (clicca e leggi Zafferana Etnea: si dimettono nove consiglieri e decade il Consiglio Comunale).
“Caro ex Presidente,
malgrado ci fossimo ripromessi di non parlare più della penosa ed imbarazzante situazione nella quale, pur di mantenere la poltrona, hai trascinato non soltanto il gruppo politico “Zafferana in Comune”, di cui hai tradito i valori fondanti, ma, soprattutto, l’intera comunità zafferanese, non possiamo fare a meno di ritornare sull’accaduto, a motivo della inaudita falsità e pretestuosità delle dichiarazioni che nei giorni scorsi hai reso agli organi di stampa.
Ci teniamo, anzitutto, a precisare come, con la mozione di revoca e le successive dimissioni irrevocabili dalla carica di consiglieri comunali, non abbiamo ritenuto di farti alcun dispetto, non ci siamo voluti sottrarre al confronto politico in seno al civico consesso e, men che meno, abbiamo inteso abdicare al mandato ricevuto dai nostri elettori che, anzi, proprio con questo gesto estremo, siamo convinti di aver onorato fino in fondo.
Ed invero, malgrado non te ne sia, probabilmente, reso conto – intento com’eri a salvare la tua poltrona – per poter discutere e confrontarsi, tanto in seno al consiglio comunale quanto all’interno di qualunque gruppo sociale organizzato, occorre soddisfare alcuni fondamentali prerequisiti, quali il rispetto reciproco, l’onestà, la correttezza, l’integrità morale.
In mancanza di tali imprescindibili principi, non è possibile dar vita ad alcun tipo di confronto, a prescindere dalla sua natura e dalle sue intrinseche finalità.
Forse ti sarà sfuggito che la nostra gente – quella che, per intenderci, ti ha e ci ha votato – oggi più che mai chiede alla classe dirigente di esser d’esempio per le nuove generazioni, incarnando la buona politica, quella fatta di correttezza, virtù, morigeratezza, dignità.
Quel concetto di politica, a causa della tua inqualificabile condotta, era divenuta oramai impossibile da attuare in seno al consiglio comunale ed è proprio per questo motivo che abbiamo ritenuto di continuare a praticarla fuori dalle mura della sala consiliare, senza per questo abdicare al mandato ricevuto dai nostri elettori, fieri del nostro modo di intendere i rapporti umani.
Abbiamo rinunciato alle nostre poltrone per poter mantenere la nostra dignità di persone, prima ancora che la dignità di cittadini impegnati in politica.
Né, contrariamente a quanto da te insinuato, abbiamo confuso il ruolo istituzionale da te ricoperto. Assai più semplicemente, abbiamo dovuto prendere atto che, a seguito della tua “esemplare” condotta, non avresti più potuto svolgere alcun ruolo di garanzia, né per la maggioranza consiliare né per i cittadini di cui l’organo consiliare costituisce nobile espressione.
Ma la dichiarazione che, più di ogni altra, ci stupisce e sconcerta, offendendo la nostra intelligenza e quella dei nostri concittadini, è quella secondo cui, a tuo avviso, “qualcuno pensa ancora che il presidente sia una poltrona da spartire e che deve essere asservito ai voleri del sindaco e della sua maggioranza”. Ed invero, proprio per ottenere la spartizione di quella poltrona – che avevi già abbondantemente occupato per due mandati, l’ultimo dei quali proprio sotto la sindacatura Russo – non hai esitato ad importi con irruenza ed ostinazione all’indomani del risultato elettorale, riuscendo ad ottenere una riconferma, seppur solo per metà mandato, dal tuo ex gruppo, malgrado – nell’ottica di una doverosa ed opportuna rotazione nella copertura delle cariche istituzionali – avessimo già deciso di eleggere, anziani e non, il Prof. Ignazio Coco. Questi, pur di non creare malumori all’interno del gruppo, con la consueta saggezza e maturità, senza manifestare alcuna riserva, ha accettato con rispetto e riconoscenza quanto collegialmente deliberato, senza minimamente dubitare della tua fiducia e buona fede.
Orbene, proprio in considerazione del ruolo di garanzia incarnato dalla carica istituzionale oggetto di avvicendamento – avulsa da qualunque condizionamento politico e la cui natura tiri in ballo, a tua convenienza, quando si è trattato di criticare le nostre dimissioni – non avresti potuto e dovuto esimerti dall’adempiere tale accordo, né il patto in questione avrebbe mai potuto subire alcuno “sgretolamento”, in quanto esclusivamente fondato sul rispetto reciproco e sulla fiducia manifestata nei tuoi confronti.
Non intendiamo, pertanto, entrare nel merito delle risibili “giustificazioni” da te pubblicamente addotte, né riteniamo di elencare le penose scusanti che hai settimanalmente rappresentato nei mesi scorsi al gruppo, se non altro per non farci ulteriormente trascinare in questa polemica ed evitarti, quindi, qualche imbarazzo.
In considerazione del “vulnus alla partecipazione democratica” da te irresponsabilmente paventato, ci teniamo, inoltre, a tranquillizzare i nostri concittadini sulle conseguenze dell’insediamento del commissario che a breve verrà nominato dal competente assessorato regionale. A tal uopo, basti rammentare come nelle elezioni comunali tenutesi nel mese di giugno 2014, oltre che all’elezione del consiglio comunale si sia proceduto anche all’elezione diretta del sindaco e che, per l’occasione, il Dott. Alfio Vincenzo Russo è stato plebiscitariamente riconfermato, per il secondo mandato consecutivo, con diverse migliaia di preferenze.
L’aver evidenziato, financo, le singolari modalità mediante cui, certo per colpe non nostre, si sono svolte le ultime elezioni comunali, in uno al meschino e ripetuto tentativo di delegittimazione del primo cittadino, oltre a denotare scarso rispetto verso le istituzioni, conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la totale mancanza di argomenti a sostegno della tua miserevole condotta.
Quanto all’infelice appellativo da te utilizzato per descriverci (“truppe cammellate”), consentici di fare, da ultimo, qualche rapida riflessione. Come mai per oltre tre anni non hai ritenuto di esternare i presunti malumori, cui continui a far riferimento, sulla mancata condivisione delle scelte adottate tanto dalla Giunta, quanto dal Consiglio Comunale? Per quale motivo non hai deciso di fuoriuscire anzitempo dal gruppo, atteso che non condividevi più, a tuo dire, le scelte amministrative? Ti ha, forse, fatto comodo, seduto com’eri sulla tua poltrona, essere trasportato a dorso del cammello che, adesso, non perdi occasione per vilipendere?
Stai sereno, caro ex presidente, il gruppo “Zafferana in Comune” è, adesso, più coeso che mai, nella consapevolezza che, finalmente, tutti remano dalla stessa parte. Cogliamo, anzi, l’occasione per confermare il nostro sostegno al Sindaco, in più occasioni vergognosamente attaccato e screditato da persone senza scrupoli, assicurandogli ancora una volta la nostra fiducia ed il nostro incoraggiamento in questa fase conclusiva del suo secondo mandato istituzionale alla guida della nostra Comunità.
Il nostro auspicio è che i nostri concittadini – di cui abbiamo ricevuto numerosissimi attestati di stima per il coraggio, la coerenza, la lealtà e la dignità dimostrata con il gesto estremo che siamo stati, purtroppo, costretti a compiere – possano trarre spunto da questa triste pagina della storia politica zafferanese, per scegliere, in futuro, donne e uomini in grado di amministrare la nostra Comunità con l’unico obiettivo del bene comune”.
I componenti del gruppo “Zafferana in Comune”









