Una notizia clamorosa, di quelle che fanno sobbalzare sulla sedia anche i più scettici: in arrivo 7 milioni di euro per la rigenerazione del centro storico di Giarre. Sì, avete letto bene. Milioni veri, non spiccioli. Un piano ambizioso che prevede la riqualificazione totale dell’area, con particolare attenzione alla zona di via Lisi, destinata a diventare un moderno polmone verde con parchi, aree attrezzate e spazi pubblici finalmente degni di una città europea.
Nel progetto, visionario quanto necessario, sono previsti anche abbattimenti di immobili pericolanti, espropri strategici e interventi di efficientamento energetico che trasformerebbero interi isolati in modelli di sostenibilità urbana. Una rivoluzione, insomma. Di quelle che cambiano il volto di una città.
Nel frattempo, per non farsi trovare impreparata, l’amministrazione – in sinergia con la ditta IGM – ha già dato il via a un “piano di diserbo straordinario”: una scerbatura “con particolare attenzione sulle aree perimetrali esterne delle chiese e lungo i percorsi religiosi tradizionalmente interessati dalle processioni e dalla Via Crucis”, annuncia con toni solenni un comunicato stampa.
Un antipasto della grande trasformazione. Peccato che, a giudicare dalle foto circolate, più che una “rigenerazione urbana” sembri una lotta impari tra decespugliatori e giungla spontanea.
E qui arriva il punto.
Perché sì, è tutto un pesce d’aprile. O quasi.
Nessun finanziamento da 7 milioni, nessun parco in via Lisi, nessuna rivoluzione green dietro l’angolo. Ma verde sì, tanto. Solo una provocazione, amara quanto basta per strappare un sorriso. Una burla che, più che far ridere, mette a nudo una realtà ben diversa: quella di una città dove il degrado è quotidiano, gli interventi arrancano e le grandi opere restano spesso materia da fantasia.
Del resto, a Giarre non servono effetti speciali per raccontare storie incredibili. Basta guardarsi attorno.
E allora sì, per un giorno possiamo anche concederci il lusso di immaginare una città diversa. Poi però arriva il 2 aprile. E con lui, una realtà impietosa documentata dalle foto. A soli 50 metri dal Duomo…










