Giarre, il sindaco Cantarella convoca un vertice sui conti: è allarme riscossione -
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Giarre, il sindaco Cantarella convoca un vertice sui conti: è allarme riscossione

Giarre, il sindaco Cantarella convoca un vertice sui conti: è allarme riscossione

Se fino a ieri l’amministrazione parlava di conti sotto controllo e di percorso di risanamento avviato, oggi la convocazione urgente di un vertice sulla riscossione racconta una realtà ben diversa. Il sindaco Leo Cantarella ha chiamato a raccolta i consiglieri comunali per lunedì 4 maggio, alle 17.30, negli uffici finanziari di viale Federico II di Svevia, per affrontare uno dei temi più delicati dell’intera consiliatura: i tributi non riscossi e la crisi di liquidità dell’Ente.

Sul tavolo la proposta di delibera per affidare la riscossione coattiva all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, scelta che potrebbe tradursi in una massiccia offensiva verso i morosi tra cartelle, fermi amministrativi e pignoramenti.

Ad aprire il fronte politico è il Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Barbagallo, che legge la convocazione come il segnale di una difficoltà conclamata.

“Il Sindaco chiama alle armi il Consiglio comunale perché è con le spalle al muro. I conti dell’Ente, contrariamente a quanto sbandierato per anni, sono in grave sofferenza e adesso, con grave ritardo, si tenta di correre ai ripari cercando condivisione per un’azione massiccia di recupero dei tributi”.

Un giudizio durissimo, che prosegue senza sconti: “Tradotto: pignoramenti come se piovesse, mentre della rottamazione dei tributi, chiesta dal Consiglio comunale, non si parla più. Certamente il tema della riscossione va affrontato in maniera seria e sistemica, ma avviare oggi un’azione repentina che colpirà moltissimi giarresi come una scure rappresenta l’ammissione di un’inerzia conclamata. Da consigliere comunale d’opposizione mi dissocio da questo metodo dilettantistico di gestione della cosa pubblica”.

Parole che centrano il punto politico della vicenda. Perché se da un lato il recupero dell’evasione è un passaggio inevitabile per qualsiasi Comune in difficoltà, dall’altro il tempismo dell’operazione solleva più di una domanda. Perché intervenire solo adesso? Perché attendere che la situazione arrivasse a un livello tale da richiedere misure drastiche?

Il vertice convocato dal sindaco avrà anche un taglio tecnico. Presente la dirigente dell’Area Finanziaria, dott.ssa Alfina Marino, chiamata a illustrare modalità, vantaggi e conseguenze dell’eventuale affidamento all’ente nazionale della riscossione.

Ma dietro gli aspetti tecnici si intravede una questione ben più pesante: il Comune ha bisogno immediato di cassa. Tra debiti fuori bilancio, contenziosi, pignoramenti già emersi e una riscossione storicamente debole, la sensazione è che Palazzo di Città stia tentando una manovra d’emergenza.

Il rischio, però, è che a pagare il prezzo politico e sociale siano i cittadini, molti dei quali già alle prese con difficoltà economiche e con avvisi tributari contestati negli ultimi mesi.

Inoltre pesa il silenzio sulla cosiddetta “rottamazione” dei tributi locali, più volte invocata in aula come strumento per consentire ai contribuenti di mettersi in regola pagando il dovuto senza sanzioni e interessi. Una strada meno traumatica, almeno sulla carta, ma, ad oggi, scomparsa dal dibattito.

Il messaggio che arriva da via Federico II di Svevia è chiaro: la narrazione del risanamento lascia spazio all’urgenza. E quando un Comune corre improvvisamente ai ripari, spesso significa che il tempo per farlo con calma è già scaduto.

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