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Giarre, teatro incompiuto e centro sociale nell’oblio

Giarre, teatro incompiuto e centro sociale nell’oblio

La rassegnazione sembra vincere su tutto. La più grande e  longeva opera incompiuta di Giarre, il teatro, è lì, con le funzioni di monumento che celebra il fallimento di una decina di cantieri susseguitesi nel tempo.

Milioni di euro sprecati per quel teatro rimasto solo un sogno inseguito da oltre mezzo secolo, tra cantieri al rallentatore, varianti e perizie, finanziamenti a stralcio e, un susseguirsi di imprese. Il teatro incompiuto del quartiere attorno a via Alfieri, con il cemento che trasuda fiotti di umidità, attende di capire la propria sorte.

I lavori incompleti dell’ultimo cantiere, avviati grazie a fondi del Contratto di Quartiere, si sono bruscamente interrotti. Per la struttura cementizia rimane potenzialmente disponibile la somma complessiva di 1,5 milioni di euro, derivante dal residuo contabile del progetto originario del Contratto di quartiere. Ma, a 2 anni e mezzo dall’insediamento dell’amministrazione Cantarella, nonostante i buoni propositi, tutto è rimasto immutato. Il teatro resta una incognita.

Futuro indecifrabile anche per il vicino centro sociale di via Alfieri, ubicato al piano terra degli alloggi popolari, ricostruiti con i fondi del Contratto di Quartiere e che aveva tra le principali finalità la riqualificazione di un’area urbana depressa e, nel contempo, attivare una struttura di aggregazione sociale di riferimento.  Allo stato il centro sociale di via Alfieri, con gli accessi chiusi a chiave con i lucchetti, viene usato come una sorta di magazzino degli inquilini del complesso edilizio popolare.

L’assessore ai Lavori pubblici Claudio Raciti, ribadisce per il teatro incompiuto la necessità di “quantificare le somme occorrenti per completare definitivamente l’opera pubblica, anche alla luce dei danni che hanno aggravato il quadro, nella consapevolezza della somma giacente di 1,5 milioni di euro e quindi ottenere la differenza dalla Regione, che – osserva Raciti – aveva mostrato in passato la propria disponibilità,  per chiudere finalmente il dossier sul teatro. Tutto è stato rallentato anche dall’assenza di un dirigente tecnico nella Terza Area”.

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