In una città martoriata da buche e voragini che stanno letteralmente mettendo in ginocchio la viabilità urbana, la scelta degli interventi per riasfaltare alcune strade fa discutere, e parecchio. Mentre centinaia di cittadini postano sui social le immagini di strade impraticabili, e il consiglio comunale si riempie di interrogazioni urgenti, il Comune di Giarre sembra andare in controtendenza, asfaltando vie secondarie e a bassissimo traffico.
È il caso emblematico di via Dafne, una viuzza senza sbocco in zona corso Italia, così stretta da non poter essere nemmeno considerata una via di collegamento. Eppure è stata asfaltata con una cura quasi chirurgica, tra lo stupore (e l’irritazione) generale.
Stessa sorte per via Tommaso Cannizzaro, anche questa strada cieca e marginale, che ha visto interventi di rifacimento dell’asfalto mentre nel resto della città regna il dissesto viario. Basti pensare a viale delle provincie, via Principe di Piemonte, via delle Rose o via Quasimodo, dove il manto stradale è diventato un campo minato per automobilisti e motociclisti.
In più occasioni, la Polizia Locale è dovuta intervenire per verbalizzare danni a veicoli, e le richieste di risarcimento rischiano di aprire un contenzioso per l’Ente, già in precarie condizioni finanziarie.
C’è chi sospetta che dietro la scelta di asfaltare vie “minori” ci sia più di un interesse “selettivo”, legato a dinamiche “politiche” personali. Non a caso, in consiglio comunale si è già acceso il dibattito, con il consigliere Gabriele Di Grazia che ha chiesto chiarimenti specifici sulla priorità data a via Dafne e sulla documentazione inerente i lavori.
In un momento in cui l’intera città chiede interventi urgenti e trasparenza, scelte di questo tipo rischiano di incrinare ulteriormente la fiducia dei cittadini verso l’amministrazione Cantarella, già sotto pressione. A Giarre, insomma, le strade raccontano una storia che nessuno ha ancora avuto il coraggio di spiegare.







