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Ciclone Harry, per i media nazionali una calamità di serie B

Ciclone Harry, per i media nazionali una calamità di serie B

Il disastro causato dal ciclone Harry in Sicilia, e poi anche in Calabria e Sardegna, ha la stessa drammaticità, importanza e dignità delle alluvioni in Emilia Romagna, dell’alluvione a Genova, della secca del Po, delle esondazioni del Seveso e di tutte le calamità che colpiscono l’Italia e che hanno, giustamente, avuto, sempre, ampia copertura mediatica sui tg nazionale e sulle più importanti testate giornalistiche nazionali.

Il ciclone Harry è stato, invece, una calamità di serie B, locale, per i media nazionali, un racconto che va contestato perchè è il racconto di testate giornalistiche che hanno sede a Milano o a Roma e l’Italia che raccontano non è sempre quella vera e in questo caso ne hanno dimenticato un pezzo.

Non c’è abusivismo, non ci sono pregiudizi, luoghi comuni sui meridionali che possono giustificare la mancanza di interessamento verso chi ha perso il lavoro, la propria attività economica, la propria casa a causa di un ciclone di dimensioni mai viste. E se dobbiamo dirla tutta: anche in Emilia Romagna è emerso che c’erano case costruite in zone a rischio. A Milano sono in corso inchieste per ristrutturazioni poi rivelatesi costruzioni. Insomma: ognuno contrasti l’abusivismo nel proprio territorio, a casa sua perché nessuno può dare lezioni ad altri.

Vi sono state delle eccezioni come Sky e Avvenire che hanno seguito le fasi del disastro.

Hanno visitato i luoghi del disastro rappresentanti istituzionali di origine catanese come il ministro alla protezione civile Musumeci e il presidente del senato La Russa. Ieri è arrivata Elly Shlein, si attende la visita di Salvini ma sia chiaro che le passerelle non servono a nessuno e non interessano questa testata giornalistica. Serve un sostegno concreto a chi ha perso il lavoro, la casa, la propria attività economica, a chi ha perso tutto, e serve velocemente.

Maria Gabriella Leonardi

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