Francavilla, le dimissioni del sindaco Pulizzi, quelle del capogruppo Grifò, e la mozione di sfiducia. I retroscena -
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Francavilla, le dimissioni del sindaco Pulizzi, quelle del capogruppo Grifò, e la mozione di sfiducia. I retroscena

Francavilla, le dimissioni del sindaco Pulizzi, quelle del capogruppo Grifò, e la mozione di sfiducia. I retroscena

Le dimissioni del sindaco Vincenzo Pulizzi, eletto con ampio consenso popolare per due mandati consecutivi nel 2017 e nel 2022, si collocano in un contesto particolarmente delicato per la comunità francavillese, già alle prese con diverse problematiche, tra cui la situazione finanziaria gravemente compromessa, che ha condotto alla dichiarazione di dissesto.

Contesto sociale e sfide per la comunità

In questo quadro emergono e si aggiungono due questioni di grande importanza sociale per la cittadinanza: il futuro (incerto) del Poliambulatorio e la delicata situazione dei bambini che frequentano la scuola di via Napoli.

Proprio quest’ultima ha generato forti tensioni e disagio nella comunità, tanto che, durante il Consiglio comunale del 10 marzo, i lavori sono stati interrotti a causa delle proteste dei genitori.

Nei prossimi giorni verranno effettuati ulteriori sopralluoghi finali presso i locali dell’ex Opera Pia, destinati ad ospitare temporaneamente i bambini della scuola dell’infanzia.

Tali operazioni saranno condotte in presenza di un sindaco dimissionario, che resterà comunque pienamente operativo per altri venti giorni.

Tuttavia, se la questione non venisse risolta entro questo periodo, per i bambini si creerebbe una nuova difficoltà e i tempi potrebbero prolungarsi ulteriormente.

La riunione nella stanza del Sindaco

Tornando alle dimissioni del sindaco, riportiamo le lancette dell’orologio indietro, al Consiglio comunale tenutosi il 10 marzo scorso.

Poco dopo la conclusione della movimentata Assemblea civica, mentre si spengono le luci in sala e il clima rimane teso a causa degli eventi appena accaduti, Pulizzi e il gruppo di maggioranza si riuniscono nella stanza del sindaco al primo piano del Palazzo Municipale: è un confronto dai toni accesi, la tensione è altissima.

In questo contesto, Pulizzi viene informato dell’intenzione dei consiglieri di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti: è il suo personale momento critico, le sue “Idi di marzo”.

A raccontare i particolari è proprio Pulizzi, che scrive: “Tale orientamento (la mozione di sfiducia, ndr), di cui il sottoscritto è venuto a conoscenza con estremo rammarico, appare riconducibile, visti i toni e l’andamento della riunione, solo marginalmente a reali divergenze politiche, quanto piuttosto a puerili risentimenti personali.

Il gruppo ha tentato di giustificare l’iniziativa parlando di inefficienza del Sindaco e della Giunta, senza considerare che qualche componente del gruppo ha fatto parte attiva della Giunta condividendone le scelte fino a qualche mese prima. Non posso quindi non rilevare che l’annunciata mozione di sfiducia appaia priva di coerenza e dettata dalla volontà di colpire la persona del Sindaco per ragioni estranee al merito amministrativo”.

Tale circostanza contribuisce a delineare il quadro che porterà successivamente alle dimissioni, sottolineando come lo scontro con il gruppo di maggioranza abbia rappresentato un passaggio determinante nel susseguirsi degli eventi.

Alla riunione prende parte anche il consigliere e capogruppo Filippo Grifò, il quale, secondo quanto riportato, esprime contrarietà alla mozione.

Il giorno successivo, Pulizzi viene a sapere anche delle dimissioni di Grifò.

Il sindaco, di fronte alla mozione di sfiducia annunciata contro di lui, non accetta di essere messo sul banco degli imputati e “al fine di non dare alcuna ulteriore soddisfazione a tali logiche”, decide di “anticipare tale scenario”, e quindi si dimette.

Le sue dimissioni rappresentano, in termini sostanziali, una misura preventiva rispetto alla mozione di sfiducia comunicata dai consiglieri di maggioranza Gianfranco D’Aprile, Stefania Russo, Carmela Nuzzo, Melania Silvestro, presidente del Consiglio comunale, e Antonino Di Francesco.

Nella sua lettera Pulizzi esprime apprezzamento per Grifò: “La stima personale e politica nei confronti del Consigliere, unita alla consapevolezza che le sue dimissioni privano il contesto politico di un rappresentante serio, competente e responsabile, impone al Sindaco di riflettere sulle criticità da lui indicate, evidenziate in maniera puntuale nella comunicazione, e di prenderne atto nell’interesse dell’Ente della comunità”.

Le dimissioni di Filippo Grifò

Tuttavia, nella sua dichiarazione Filippo Grifò formula alcune osservazioni critiche nei confronti di Pulizzi. “Negli ultimi periodi si sono accentuate e marcate le divergenze politiche rispetto alle visioni e prospettive del Sindaco – scrive Grifò – poco solerte agli imput suggeriti dal Gruppo La Svolta e poco autoritario nei confronti degli Uffici e delle Ditte affidatarie”, con ripercussioni su “problemi come illuminazione, strade, decoro, pulizia, impianti sportivi, cimitero e programmazione scolastica”.

Il conflitto politico e la mozione di sfiducia

La mozione di sfiducia al sindaco nasce dal “mancato rispetto del termine di 90 giorni previsto dalla normativa per la presentazione al Consiglio Comunale del bilancio riequilibrato pluriennale, documento fondamentale a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente del 1° dicembre 2025”, scrivono i cinque firmatari.

Alla scadenza del termine previsto dalla legge, non è stato presentato alcun bilancio riequilibrato, né una bozza lavorabile, né un documento in fase avanzata di predisposizione, né tantomeno hanno relazionato al Consiglio su quanti e quali documenti siano stati depositati e completati allo stato attuale.

Tale inadempienza ha prodotto un’interruzione del processo di risanamento, generando un danno politico, amministrativo e reputazionale per l’Ente. Il mancato rispetto del termine non può essere attribuito a fattori esterni o imprevedibili,  ma è il risultato di un’inefficienza gestionale e politica.  

Il ritardo nell’adempimento di un obbligo così rilevante costituisce una violazione grave del mandato fiduciario conferito dal Consiglio all’Amministrazione Comunale; l’unica cosa che conta adesso è il bene di Francavilla e della sua comunità, non è più possibile pensare di continuare a temporeggiare, di procrastinare e allungare le tempistiche e le conseguenti azioni indifferibili e necessarie”.

Per i sottoscrittori del documento si tratta “di un’insanabile frattura politica tra l’organo consiliare e l’Esecutivo , compromettendo qualsiasi forma di collaborazione istituzionale orientata al risanamento dell’Ente”.

Pulizzi e il suo appello

Ho sempre dichiarato che non avrei mai lasciato il timone – afferma Pulizzi nella sua lettera di dimissioni  – perché dovevo completare quel percorso iniziato già dal 2017, che doveva portare alla SVOLTA, al cambiamento dei vecchi metodi e sistemi di governo della cosa pubblica, al risanamento dei conti, affinché chi sarebbe venuto dopo avrebbe potuto programmare l’attività amministrativa in maniera più accorta ed oculata per fornire le dovute risposte in termini di efficacia ed efficienza dei servizi alla comunità  amministrata.

Non ci sto più a questa forma di ricatto – continua il primo cittadino – che non aiuta e non fornisce alcuna utilità alla risoluzione di problemi e delle criticità per la nostra comunità; pertanto, lascio questo incarico con la consapevolezza di aver svolto il proprio mandato con impegno, lealtà istituzionale e spirito di servizio, affrontando scelte difficili e momenti complessi sempre con l’unico obiettivo di tutelare l’interesse della comunità”.

Infine, Pulizzi “rivolge un appello al Consiglio Comunale, alle forze politiche e a tutti i soggetti istituzionali interessati, affinché si possa collaborare fattivamente per completare nel più breve tempo possibile la definizione della procedura di attivazione delle entrate proprie, adempimento doveroso e indispensabile per avviare il percorso di predisposizione della bozza di bilancio stabilmente riequilibrato, passaggio fondamentale per il risanamento finanziario dell’Ente e per garantire stabilità amministrativa alla comunità”.

Percorso politico di Pulizzi

Nel 2017, al suo primo mandato, Pulizzi descriveva la sua elezione come una “favola”, il sogno di una comunità che si affida a chi promette rinnovamento.

Con la squadra “La Svolta”, composta da giovani alla prima esperienza amministrativa, il sindaco riuscì a raccogliere la spinta al cambiamento e a dare voce alle nuove generazioni. Questa nuova formazione politica si fece apprezzare per l’impegno e la capacità di interpretare le aspettative dei cittadini, offrendo un modello di amministrazione concreto e appassionato.

Si fece anche interprete di un approccio amministrativo pratico e partecipativo, talvolta innovativo rispetto ai modelli tradizionali, distinguendosi, ad esempio, per l’ampio utilizzo di piattaforme digitali, impiegando i social media come principali strumenti di comunicazione e coinvolgimento della comunità.

Inoltre, assessori e consiglieri comunali mostrarono un interessamento in prima persona nelle questioni della comunità, spesso assumendo anche ruoli aggiuntivi e suppletivi quando necessario.

Pulizzi ha cercato di promuovere una politica vicina ai cittadini, capace di suscitare entusiasmo e fiducia. Tuttavia, con il passare degli anni, alcune difficoltà hanno iniziato a manifestarsi, mettendo in discussione la stabilità e la continuità del suo progetto amministrativo.

Nonostante la popolarità e il vasto consenso, i problemi finanziari e gestionali hanno progressivamente eroso e minato la serenità della sua leadership.

Oggi, il sogno che aveva animato Vincenzo Pulizzi circa dieci anni fa si è infranto sotto il peso delle difficoltà economico-finanziarie, sfociate nella dichiarazione di dissesto e nelle recenti dimissioni.

Tuttavia, non si può negare che Pulizzi abbia dedicato notevoli risorse ed energie durante il suo mandato politico, contando anche sul costante e generoso sostegno della propria famiglia.

Come si dice oggi: “Ci ha messo la faccia”, non si è certo risparmiato, anche quando avrebbe potuto (e forse dovuto) affidare alcuni compiti ad altri.

Quella che era iniziata come una stagione di speranza e rinnovamento ha subito nel corso del tempo un’evoluzione imprevista, segnando un profondo cambiamento nel percorso personale e politico del sindaco, ma anche nei confronti di tutta la comunità.

Della squadra iniziale che lo sosteneva, rimangono pochissimi; anche i più fedeli lo hanno lasciato.

Dopotutto, ogni cosa ha un inizio e una fine, sia nella vita che nella politica.

Luigi Lo Presti

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