C’è chi scherzosamente ha scritto, “… è il cammino degli azzurri ad Euro2024”; “… una pista ciclabile”; “… serve per parcheggiare, a destra i motorini a sinistra le auto”; qualcuno l’ha buttata sull’arte, “… Banksy a Francavilla?”; alcuni più semplicemente si sono chiesti: “Che cos’è?”.
Non c’è pace per il luogo più iconico della cittadina dell’Alcantara, la passeggiata di via Regina Margherita, frequentata da generazioni di francavillesi e considerata la “piazza” del paese, il “salotto buono”, da tutti chiamata comunemente “a passiata”, in questi giorni al centro di un’esposizione mediatica che ha riempito i social di commenti ironici, battute sferzanti, critiche a non finire ma anche tanti consensi.
Parliamo della lunga e misteriosa striscia di colore blu larga una trentina di centimetri ed estesa circa 250 metri apparsa fin dalle prime ore del mattino di lunedì scorso sulla nuova pavimentazione pedonale in monostrato vulcanico realizzata in Via Regina Margherita.
Ad onor del vero, non tutti i giudizi sull’opera pittorica (si fa per dire) sono negativi: “Carina, bella …”, gli aggettivi più usati, addirittura “… rivoluzionaria”.
La striscia blu irrompe quindi sulla scena francavillese come un fulmine a ciel sereno, dividendo il popolo dei social e l’opinione pubblica locale tra favorevoli e contrari, “innocentisti” e “colpevolisti”.
A fare da sfondo a tutta la vicenda è il progetto di riqualificazione urbana della “passiata”, un restyling atteso da tempo, i cui lavori avrebbero dovuto concludersi entro il 31 agosto dello scorso anno, giunti ora quasi al termine con la realizzazione di un nuovo lastricato nel tratto di rettilineo pedonale (percorso dalla striscia blu) compreso tra l’incrocio di piazza Annunziata e l’inizio di via Liguria, la costruzione di 15 fioriere a cubo con piante ornamentali, l’installazione di bacheche turistico-informative (ancora vuote) e il rifacimento del grande stemma comunale al centro della piazzetta Karol Wojtyla (appendice di via Regina Margherita), opera in pietra lavica creata dall’artista francavillese Susanna Catalano.
Inizialmente il piano (“finanziamento Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara di 98.000 euro”) prevedeva anche “la realizzazione di una striscia di pavimentazione con un motivo a forma di “onda” perché l’intenzione di questo progetto – aveva dichiarato a maggio dello scorso anno l’assessore all’arredo urbano e vicesindaco, Gianfranco D’Aprile – è quello di unire, come una “porta”, la passeggiata al sentiero “Le Gurne dell’Alcantara”.
Evidentemente in corso d’opera qualcosa è cambiato rispetto all’idea originaria perché si è passati dalle “mattonelle di maiolica azzurre per il fiume” alla serpeggiante “striscia blu”, una soluzione che ha fatto storcere il naso a molti cittadini, che non hanno apprezzato né capito il significato della colorita iniziativa.
In proposito, si potrebbe obiettare, da un punto di vista concettuale e cromatico, che il colore blu e la sinuosità della striscia richiamano più l’onda del mare anziché lo scorrere di un fiume, e forse sarebbe stato meglio puntare su altre tonalità riconducibili alla natura originaria dell’Alcantara, ovvero l’acqua del fiume e il fuoco della lava.
Ma la “striscia blu” di via Regina Margherita non è piaciuta neanche agli stessi amministratori: “Come Amministrazione Comunale – si legge sulla pagina Facebook dell’Amministrazione attiva – abbiamo provveduto nell’immediatezza ed ufficialmente a comunicare ai tecnici e alla ditta, di non aver assolutamente gradito questa realizzazione dell’onda che, pur avendo ottenuto il via libera degli organi preposti in sede di variante, non soddisfa la nostra idea di buon gusto e i canoni di lavoro eseguito a regola d’arte! Pertanto, immediatamente, abbiamo chiesto di intervenire per ripristinare e sistemare il lavoro, perché purtroppo una situazione del genere vanifica in parte l’impegno e i sacrifici fatti per la realizzazione dell’intera opera. Attendiamo riscontro dai tecnici e dalle ditte! Un piccolo appunto, però, ci sentiamo di farlo: ci dispiace aver visto decine di sfottò e post social “denigratori” alla realizzazione della “striscia blu”, ma in questi mesi non abbiamo mai letto nessuno commento di apprezzamento o segnale d’orgoglio per la sistemazione di una parte nevralgica del nostro paese”.
Luigi Lo Presti






