Giarre, trasloco della Fontana del Nettuno in piazza Duomo: "Pessima idea" -
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Giarre, trasloco della Fontana del Nettuno in piazza Duomo: “Pessima idea”

Giarre, trasloco della Fontana del Nettuno in piazza Duomo: “Pessima idea”

In merito all’ipotizzato trasloco in piazza Duomo a Giarre della Fontana del Nettuno di Villa Margherita riceviamo e pubblichiamo una nota dell’associazione Archilife – Architetti per la città di Giarre a firma dell’arch. Salvo Patané.

“Le piazze hanno singolari destini. Il più famoso tra questi, lo ha tracciato Bernini nel cuore della cristianità; il tema era quello di costruire un luogo di accoglienza per i pellegrini che avevano nella Basilica di San Pietro in Roma, il baricentro di una fede ancora sudata e immaginata come cammino di redenzione.

Alla metà del ‘600, nella pienezza della teatralità barocca, la medievale spina di Borgo (sventrata dal Piacentini nel 1937) pulsava ancora di vita e arrivare dai vicoli strettissimi fino al colonnato, significava scoprire la magnificenza del vuoto sul pieno; dello spazio sul costruito. La città “a togliere”, sottrattiva, vinse sull’informe pieno che si afferma per contrasto; esattamente come il buio con la luce o il silenzio con la parola.

La Piazza Duomo di Giarre con i suoi quattromila metri quadrati, vive del proprio vuoto.

Esso esalta la mole del Duomo, libera l’energia delle quinte architettoniche di una laboriosa borghesia liberale che così si volle autorappresentare; fa fronte con la Villa Garibaldi riconnessa dopo l’eliminazione della Stradella di accesso al palazzo Valenti e accenna alla rotazione di asse della via Garibaldi in allineamento con la “via del mare”, Corso Italia. A questo vuoto è difficile opporre qualcosa di significativo.

Questa Piazza è complicata da re-impaginare: ha un suo ordine nelle imponenti coordinate spaziali che la rendono quasi inviolabile, satura com’è del volume che il perimetro determina.

Qualche numero: oltre venti metri dal suolo il colmo della navata centrale e quaranta la lanterna della cupola del Duomo; tre generose elevazioni di quinte architettoniche “a cortina”; rapporto di uno a due (45×90) per le dimensioni planimetriche. A volere intervenire a gamba tesa, occorrerebbe un’architettura contemporanea coraggiosa, con la stessa carica espressiva della piramide del Louvre di leoh Ming Pei in una sorta di “Città analoga” per dirla con Aldo Rossi, evocativa dei sogni e dei desideri della Comunità che rappresenta.

O forse, cosa più semplice e possibile, fare in modo che questo organismo architettonico (Piazza, Duomo, quinte architettoniche, fondale di Villa Garibaldi) sia più bello di sera che di giorno. Parliamo di luce che si oppone alle tenebre; parliamo di uno skyline già accennato dall’illuminazione della cupola del Duomo che ho avuto il piacere di progettare, parliamo di emozioni; di architettura reinterpretata nei vuoti e nei pieni che la costituiscono.

Riproporre a distanza di anni dal primo tentativo andato a vuoto, il trasloco della Fontana del Nettuno dalla Villa Margherita alla Piazza Duomo, è una pessima idea. Anzi non è affatto un’idea. Archlife è un’associazione di Architetti nata nel 2014 con all’attivo decine di iniziative culturali e formative: l’ultima in ordine di tempo, dedicata a Calvino e alle sue “Città invisibili” il 15 novembre scorso, è stata patrocinata oltre che dal nostro Ordine e dalla Fondazione, anche dal Dipartimento Architettura e territorio dell’Università degli Studi di Reggio Calabria e dell’SDS di Siracusa.

Siamo ovviamente a disposizione per un confronto con l’Amministrazione su ogni tema che riguardi la Città nella quale viviamo e operiamo; senza alcun pregiudizio e con il rispetto assoluto dei ruoli. Non ci si chieda però dove andrebbe collocata la fontana del Nettuno (che peraltro sta bene dove sta), perché non abbiamo soluzioni.

Attendiamo, ovviamente, di conoscere il parere della competente Soprintendenza, come d’obbligo”.

 

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