Iniziato il conto alla rovescia per il Gran Carnevale di Francavilla di Sicilia, giunto alla sua 154ª edizione, organizzato dal comitato cittadino, tornato a costituirsi nei giorni scorsi, in collaborazione con la Pro Loco e l’Amministrazione comunale, che ha concesso un contributo di 4 mila euro.
Anche quest’anno i promotori della manifestazione, che si svolgerà dal 10 al 13 febbraio, avranno davanti un compito difficile e di grande responsabilità: aggiungere un nuovo capitolo nella lunga storia del carnevale francavillese, un evento fortemente identitario, che riesce a mobilitare ogni anno centinaia di persone, e riconosciuto come “il più bel carnevale della Valle dell’Alcantara”, ma che presenta oramai da tempo diverse criticità, soprattutto di natura economica.
A questo proposito, il Comune ha già presentato nei giorni scorsi la richiesta di patrocinio oneroso sia all’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana che alla Presidenza dell’Assemblea Regionale, mentre ulteriori contributi arriveranno dagli sponsor e dalle offerte pubbliche.
La kermesse carnascialesca non è solo scherzo, divertimento e grandi abbuffate, è anche un fenomeno sociale, un momento di incontro e di aggregazione in cui una comunità può ritrovarsi, condividendo spazi e senso di appartenenza, e ancora, un’occasione per esprimere la propria creatività e vivere qualche giorno in leggerezza, scrollandosi di dosso gli assilli quotidiani.
Il carnevale, insomma, è una cosa seria: ha un valore storico, artistico e culturale, per questo, su di esso è necessario che si concentri la giusta dose di attenzione, che non venga considerato come una festa marginale, ma che rappresenti invece un riferimento importante nel panorama delle manifestazioni invernali.
Un punto di svolta potrebbe essere rappresentato dal riconoscimento, da parte del Ministero della Cultura, dell’identità storica della manifestazione francavillese, un progetto a cui sta lavorando l’Amministrazione comunale in sinergia con il Comitato organizzatore, per imprimere alla kermesse un salto di qualità e per accedere ai fondi ministeriali previsti per i carnevali storici.
Altre iniziative sono in cantiere; in particolare, si guarda con interesse al cosiddetto “Turismo delle radici”, sempre nell’ottica della valorizzazione del carnevale e del territorio.
Intanto viaggia a pieno ritmo la macchina organizzativa, i tempi sono stretti e tutti sono mobilitati per la buona riuscita dell’evento: nelle case trasformate per alcuni giorni in atelier multicolori, nei laboratori artigianali, nei cantieri dove si preparano i carri allegorici.
Inventiva, originalità, trasgressione, spontaneità, questi i tratti distintivi del Carnevale alcantarino rimasti inalterati nel tempo, come la marcetta musicale “Ciu’ visti”, a “Fasuledda”, la tipica ballata conclusiva dei veglioni serali, fino alla “Cianciuta” del Martedì’ Grasso, l’esilarante pantomima dell’“estremo saluto” a Re Carnevale: caratteristiche che, unite alle simbologie e allegorie che da sempre lo connotano, lo rendono unico nel suo genere, un ricco patrimonio storico-culturale e immateriale, da difendere e tramandare alle future generazioni.
Luigi Lo Presti







