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Giarre, che Natale è se…Santa Claus non c’è?

Giarre, che Natale è se…Santa Claus non c’è?

«Non è Natale se… “Santa Claus” non è con me!». Esordisce così, a chi gli chiede se anche quest’anno, nonostante il difficile periodo che tutti stiamo attraversando, legato all’emergenza Covid, ha allestito, nel salone della sua abitazione, la consueta mostra personale dedicata a Babbo Natale, il giovane giarrese Leonardo Patanè appassionato, da anni, del personaggio simbolo per eccellenza della tradizione natalizia.

Collezionista, sin da piccolo, della figura di Babbo Natale, nelle sue molteplici vesti, Leonardo, Leo per gli amici, ha raccolto, negli anni, circa duecento figure di Santa Claus, in abbigliamento e atteggiamenti differenti, legati alle diverse attività del personaggio ed ai diversi luoghi che lo vedono protagonista nella consegna dei doni a grandi e piccoli.

Chi, fino allo scorso anno, ha avuto modo di visitare la mostra allestita dal giovane collezionista, dal sorriso gioioso e cordiale, ha vissuto attimi di straordinaria magia nell’osservare il personaggio natalizio nelle sue diverse mise. Racchiuso nel suo classico abito rosso, con la sua lunga barba bianca e gli stivaloni neri, ora sulla classica slitta trainata dalle fantastiche renne, ora sui ghiacci e sulle nevi, in montagna, in collina, in pianura, in città, il dolce nonnino affascina tutti, coinvolgendo emotivamente chi lo osserva, trascinando il visitatore a tuffarsi in un sogno degno di risvegliare nell’osservatore la magia del Natale.

Per questo, con orgoglio, Leonardo, anche quest’anno, ha rinnovato la tradizione di allestire la sua mostra pur sapendo di non ricevere l’approvazione dei suoi potenziali visitatori, familiari, amici e conoscenti per via dell’emergenza in atto.

Grazie al nostro quotidiano online, tuttavia, anche quest’anno, però, Leo avrà la possibilità di mostrare agli amici e utenti del web la sua meravigliosa raccolta. Circa duecento i “Babbi Natale”, sistemati con cura nel salotto di casa da Leonardo, con l’aiuto di mamma Cettina, collocati su slitta, moto, barca, carrettino, nella capanna tra i boschi, dentro il camino, con la sua band musicale, in volo su una mongolfiera, sulla luna, chitarrista, batterista, trombettista, ballerino, sciatore, fermo lì, in attesa che venga premuto il pulsante giusto, prima che la musica si avvia e il suo corpo prende vita. Numerosi, dunque, i soggetti da ammirare e, grazie a “loro”, poter sognare ciò che il “Babbo” di turno è pronto a regalare.

«La mia passione – spiega Leonardo Patanè – ha radici profonde. Sin da piccolo, a Natale, mia mamma mi ha sempre regalato un Babbo Natale diverso, da qui la voglia di collezionare il mio personaggio preferito. Nella mia raccolta – prosegue – c’è quella parte di bambino nascosta in ciascuno di noi, che ci permette, attraverso la fantasia, di sognare dimenticando i problemi e le difficoltà quotidiane che la vita, crescendo, ci riserva».

E allora, finché possiamo, sogniamo!

Rosalba Azzarelli

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