Una ricostruzione e un ripristino che guardino lontano e imparino la lezione. Con questo spirito il Wwf Sicilia nord orientale, presieduto da Vita Raiti, ha elaborato delle proposte e soluzioni per la ricostruzione, dopo il passaggio del ciclone, inviate a tutti i comuni del litorale jonico. Soluzioni volte ad evitare il ripetere di scelte pregresse che hanno contribuito ad amplificare i danni causati dagli eventi naturali.
Gli ambientalisti propongo che l’utilizzo delle spiagge da parte dell’uomo sia limitato al periodo estivo: “nel rispetto delle componenti biotiche e le strutture balneari devono essere rimosse in maniera completa alla fine della stagione balneare”.
In secondo luogo “Le varie case e strutture in cemento, che insistono a ridosso e/o sulle spiagge e che hanno subito danni, dovrebbero essere abbattute e ricostruite, ove possibile, ad una giusta distanza dal mare”, secondo gli ambientalisti vanno evitate ricostruzioni prive di una valutazione complessiva dei sistemi naturali oltre i meri confini amministrativi di competenza.
Il Wwf attenziona, quindi, le fiumare, sottolineando che sia all’interno che nelle aree alluvionali non debba esserci alcuna struttura e anche le eventuali regimentazioni devono essere eliminate, come, peraltro, disposto da varie ordinanze del 2025 dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana.
L’associazione evidenzia poi che i fiumi Alcantara, Fiumefreddo e Simeto sono utilizzati per il deposito di rifiuti e lo sversamento di reflui e non c’è da stupirsi se poi si verificano problemi in occasione di eventi estremi.
Gli ambientalisti ricordano che le dune costiere, che decenni fa ricoprivano tutto il litorale a sud di Catania, sono state devastate dai mezzi motorizzati e dai continui spianamenti meccanici che appiattiscono quotidianamente la sabbia distruggendo qualunque essere vivente compresa l’importante vegetazione alofila che vive nell’ambiente dunale. Ma proprio le dune costiere, dove ancora esistono, riescono ad arginare la furia delle onde ed evitare danni alle costruzioni che si trovano a monte.
Gli ambientalisti denunciano poi l’errore di avvicinare troppo alla costa le case e le strutture. Nella nota inviata ai Comuni, i volontari evidenziano che “la pianificazione costiera dovrebbe anche comprendere la sistemazione degli scarichi fognari, che la recente tempesta, ha rivelato in vari punti del nostro litorale. Inoltre è doveroso un controllo su tutti gli allacci abusivi che hanno trasformato gli scarichi di acque bianche in vere e proprie fogne”.
Gli ambientalisti poi parlano del tracciato ferroviario che, a loro avviso, dovrebbe del tutto evitare il passaggio a ridosso della spiaggia lungo il litorale ionico di Messina.
Il Wwf chiede il ripristo resiliente delle coste marine per affrontare l’erosione e l’innalzamento del mare, “basandosi su soluzioni naturali, ripristino di dune, zone umide, praterie di Posidonia oceanica, ripascimento naturale, riduzione drastica delle infrastrutture rigide, delle coperture delle superfici naturali che con l’anemometria dell’area contribuisce sia alla rivegetazione spontanea che allo scambio del terrigeno per un naturale ripascimento costiero”.
In ultimo, secondo il Wwf andrebbe vietato l’utilizzo di mezzi meccanici per la “pulizia” delle spiagge, consentendo alla vegetazione alofila di reinsediarsi e di ricreare dune naturali a difesa dell’esistente anche a distanza da esse.
“La rinaturalizzazione degli ambienti costieri – conclude la nota – non è più una scelta ma è un obbligo imposto anche dai cambiamenti climatici che ci consentirà di essere più resilienti nei confronti di un equilibrio naturale sempre più compromesso e di riuscire a mantenere anche per le generazioni future la bellezza delle nostre coste e dei nostri fiumi nonché la prevenzione da eventi estremi o semplicemente ricorrenti e duraturi”.








