La parola “crisi” ormai non è più sussurrata nei corridoi, ma pronunciata apertamente. A Giarre la situazione finanziaria dell’Ente appare sempre più complessa e, nelle ultime ore, si è consumato un vertice riservato ma carico di tensione al Palazzo di via Federico di Svevia.
Nel pomeriggio di ieri il sindaco Cantarella, la giunta, il segretario generale Puglisi, la responsabile dell’area finanziaria dott.ssa Alfina Marino e le elevate qualifiche si sono riuniti per affrontare quello che ormai viene definito, senza mezzi termini, un passaggio decisivo per il futuro contabile del Comune.
I volti pare che fossero tutt’altro che distesi. Al centro dell’incontro la relazione tecnica della ragioniera generale, che avrebbe tracciato un quadro puntuale dello stato dell’arte e delle prossime mosse necessarie per evitare ulteriori scossoni.
Le linee d’azione sembrano chiare: una ricognizione generale dei debiti antecedenti al dissesto e di eventuali passività maturate dopo la chiusura della gestione straordinaria, una verifica approfondita del contenzioso – che secondo più voci sarebbe ormai fuori controllo –, un’analisi dettagliata dei costi inerenti la raccolta rifiuti e un esame dei residui attivi iscritti in bilancio, per accertarne la reale esigibilità.
Un lavoro che suona come una revisione prudenziale, se non addirittura come un tagliando straordinario su documenti contabili già approvati dal Consiglio comunale. Il fatto stesso che si renda necessaria una ricognizione così ampia lascia intendere che permangano dubbi sulla tenuta degli equilibri finanziari e sulla solidità delle poste iscritte.
Ufficialmente dal sindaco e dagli assessori non è arrivata alcuna comunicazione. Nessuna nota, nessuna dichiarazione pubblica. Ma il silenzio, in questa fase, pesa quasi quanto i numeri.
La città, intanto, osserva con crescente preoccupazione. Tra pignoramenti, contenziosi, perdite di finanziamenti e difficoltà nella riscossione dei tributi, la sensazione è che Giarre stia camminando su un filo sottile. Il vertice di ieri rappresenta un tentativo di rimettere ordine prima che la situazione degeneri ulteriormente
La domanda che circola, dentro e fuori Palazzo, è semplice ma cruciale: si tratta di una verifica preventiva per mettere in sicurezza i conti, oppure del preludio a una nuova, pesante emergenza finanziaria?





