Giarre, il caso del test rapido positivo al Coronavirus. Il Comitato Rivogliamo l’ospedale: “Sistema fallito” -
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Giarre, il caso del test rapido positivo al Coronavirus. Il Comitato Rivogliamo l’ospedale: “Sistema fallito”

Giarre, il caso del test rapido positivo al Coronavirus. Il Comitato Rivogliamo l’ospedale: “Sistema fallito”

L’arrivo della pandemia da Covid 19 avrebbe dovuto mutare le direttive sanitarie ed in particolar modo quelle riguardanti la prevenzione medica specialmente in questo particolare periodo. Il comitato Rivogliamo l’ospedale interviene sul caso del 58enne giarrese deceduto che ha messo in evidenza gravi falle nella comunicazione e nella gestione.

“Ciò che vogliamo denunciare, in riferimento alla vicenda del nostro concittadino deceduto sabato – prima trovato positivo al test rapido per coronavirus venerdì scorso, quando si era recato al pronto soccorso di Acireale, e successivamente, negativo al tampone  – è che il sistema di prevenzione tanto declamato, non ha funzionato minimamente.

Sappiamo che chiunque, recandosi ad un pronto soccorso, venisse trovato positivo a questo primo test, se non ha bisogno di ricovero presso un Covid hospital, viene invitato a mettersi in quarantena presso il proprio domicilio che viene immediatamente segnalato alle autorità comunali per gli opportuni controlli contenitivi nell’ambito di tutela di tutti coloro che ne possano venire a contatto ( la misura contenitiva del contagio, al momento, è la migliore arma contro Covid 19); questo dovrebbe essere compito del servizio di pronto soccorso che ha constatato la positività al primo test. Tutto ciò, invece, non è stato effettuato lo scorso venerdì, con il Giarrese poi morto sabato, ed è ciò che intendiamo denunciare.

Assistere a queste pecche gravissime da parte del sistema sanitario, al pari di quelle promiscuità presenti purtroppo in molti presidi Ospedalieri – rileva il comitato civico giarrese –  è mortificante e deprimente per tutto quei cittadini che ormai da 30 giorni seguono le direttive di quarantena imposte dal governo, salvo poi essere vanificate da simili fatti che potrebbero causare letali conseguenze.

A tal proposito lo scorso 3 aprile abbiamo presentato un esposto nei riguardi delle dovute attenzioni da avere per l’unico ospedale, il santa Marta di Acireale, per l’intera popolazione dei due comprensori, quello acese e quello Giarrese, e notiamo, con poco stupore, il particolare silenzio di tutta la deputazione acese al riguardo e per le probabili negligenze avute dai responsabili del pronto soccorso di Acireale dopo la positività del nostro concittadino, rei, dal nostro punto di vista, di non aver informato le autorità giarresi. Anche l’atteggiamento e le comunicazioni del sindaco di Acireale Alì ci sorprendono, volte esclusivamente a relazionare di controlli effettuati nella stessa struttura acese con i vertici della Asp andati, a quanto pare, tutti positivamente.

Ma di questo, noi del Comitato, restiamo fortemente dubbiosi e scettici ed auspichiamo, dopo il terzo esposto che presentiamo alla procura della Repubblica di Catania, che finalmente si possa fare piena luce su tutte le vicende sanitarie che abbiamo segnalato in questi 5 anni, specialmente in periodo in cui tutte le procure d’italia si occupano dei possibili reati di procurata pandemia”.

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