Mascali, l'attentato incendiario al Jaantabi: "Viviamo in questa Sicilia di merda", cosi tuonava il titolare del locale VIDEO -
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Mascali, l’attentato incendiario al Jaantabi: “Viviamo in questa Sicilia di merda”, cosi tuonava il titolare del locale VIDEO

Mascali, l’attentato incendiario al Jaantabi: “Viviamo in questa Sicilia di merda”, cosi tuonava il titolare del locale VIDEO

VIDEO: IL PROPRIETARIO: “INCENDIO DOLOSO”

“Viviamo in una Sicilia di merda. Cosi tuonava il titolare del lido Jaantabi di Fondachello di Mascali, Alfio Belardo, poche ore dopo l’incendio alla struttura balneare di via Spiaggia.  L’operazione dei carabinieri dei Ros che ha colpito oggi al cuore il clan Santapaola che aveva esteso i propri tentacoli anche nel mascalese,  conferma che quel rogo era di origine dolosa e dietro quell’attentato incendiario che ha devastato la struttura c’erano gli interessi della mafia.

L’inchiesta dei Ros ha fatto piena luce sul quell’incendio doloso al ‘Jaanta Bì, per estorsione, e sul passaggio di terreni riconducibili a Cosa nostra da agricoli a edificabili. Il Gip, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il sequestro di 23 villette, 21 delle quali in provincia di Reggio Calabria di proprietà della Co.Invest, e di diverse società, compresa la LT logistica e trasporti e la G. R. transport logistics specializzata nel deposito ferroviario e trasporto merci che, accusa la Dda, contrastavano «attraverso minacce e intimidazioni» le aziende concorrenti.

Nell’intervista esclusiva rilasciata nell’estate 2017 a Mario Previtera il  titolare del Jaantabi stigmatizzava il fatto, bollandolo con un presunto atto doloso, benchè in quella fase non aveva le prove, si trattava di un deliberato un attacco sferrato contro l’attività commerciale di Fondachello.

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