Calcio, le più grandi imprese sportive del Catania in Serie A -
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Calcio, le più grandi imprese sportive del Catania in Serie A

Calcio, le più grandi imprese sportive del Catania in Serie A

Inizio difficile per il Catania in Serie C. Le primissime gare del nuovo campionato hanno, infatti, evidenziato notevoli difficoltà da parte dellla società etnea, inserita in un girone, quello meridionale, mai come quest’anno ricco di squadre pretendenti alla promozione in Cadetteria. Ma l’obiettivo dei rossoazzurri resta quello del salto di categoria, sogno che si è bruscamente interrotto nell’ultima stagione ai quarti di finale dei playoff promozione. Un traguardo che deve essere visto non come un punto di arrivo ma come la tappa del lungo cammino che dovrà riportare i siciliani nella massima serie di calcio italiana, lì dove il Catania manca dalla stagione 2013/2014.

I ricordi degli ultimi anni passati in Serie A restano ancora indelebili nel cuore dei tifosi etnei. Se i più giovani ricordano ancora le battaglie di San Siro contro Kakà e compagni o quelle dello Stadium di Torino contro Pirlo e gli altri campioni d’Italia, quelli più in là con l’età non potranno mai dimenticare i favolosi anni Cinquanta e Sessanta e l’ormai storica impresa passata alla storia con il più famoso detto “Clamoroso al Cibali!”.

Era il campionato 1954/1955. Alla sua prima stagione in Serie A, il Catania, pur tra mille difficoltà che a fine campionato decretarono la retrocessione degli etnei in Cadetteria, colse due risultati di prestigio, sovvertendo di fatto le previsioni dei giornalisti sportivi e andando a pareggiare contro le grandi favorite della stagione, Inter e Juventus, le due acerrime rivali che anche quest’anno hanno rinnovato il loro duello al vertice.

Per i rossoazzurri, la massima serie, però, durò soltanto una stagione. Il nuovo salto in Serie A avvenne di lì a poco, nell’annata 1959/1960, con gli etnei di nuovo al vertice del calcio nazionale dopo aver conquistato il terzo posto e la promozione in Serie B. Seguirono sei stagioni di fila in Serie A; il Catania per tre volte arrivò addirittura all’ottavo posto, a ridosso delle migliori. Nel loro primo anno del ritorno nella massima serie, gli etnei si piazzarono al secondo posto, alle spalle dell’Inter di Herrera, al termine del girone di andata. E proprio l’Inter fu protagonista della clamorosa sfida del Cibali, conclusasi con un altrettanto clamoroso risultato che fece gridare allora a un giovane radiocronista di nome Ciotti le storiche parole “Clamoroso al Cibali!”. I nerazzurri vinsero all’andata quasi umiliando i rossoazzurri. Ma al ritorno fu tutt’altra musica. Era l’ultima giornata di campionato e l’Inter doveva vincere in Sicilia a tutti i costi per poi ripetere il match contro la Juventus che avrebbe messo in palio lo Scudetto del 1961. Ma al Cibali accadde l’impossibile, con i padroni di casa che vinsero contro la corazzata di Facchetti e compagni per 2-0. La Juventus conquistò il titolo nazionale a scapito di una Inter battuta e derisa in Sicilia. Il resto è storia.

Ma nel suo periodo in Serie A, il club etneo si distinse svariate volte per vittorie di prestigio. Come quella rimediata, sempre al Cibali, contro il Milan 4-3. Era l’anno del “Clamoroso al Cibali!”. Alla fine del girone di andata, un ottimo Catania fu umiliato dall’Inter 5-0 (dei cinque gol, quattro arrivarono per autorete). L’allora tecnico dei nerazzurri Herrera disse: “Abbiamo vinto contro una squadra di postelegrafonici”. Quelle parole fecero breccia nel cuore dei giocatori rossoazzurri (che, come abbiamo visto prima, si vendicarono amaramente al termine del girone di ritorno), tanto che nella giornata successiva, il Milan fu battuto in Sicilia.

Nel campionato successivo, gli etnei si tolsero lo sfizio di sconfiggere anche i neo campioni d’Italia della Juventus (2-0). La vittoria contro la Vecchia Signora fu riproposta anche due anni più tardi, a Torino (finì con il risultato di 1-0 per il Catania). Successivamente, nel campionato 1965/1966, la squadra rossoazzurra, nonostante alcune vittorie di sicuro valore come quella ottenuta sull’Inter, allora detentore in carica della Coppa dei Campioni e della Coppa Intercontinentale, concluse la stagione al penultimo posto della classifica, ritornando mestamente a giocare la Serie B.

 

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