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Giarre, attacco frontale al sindaco D’Anna sulle inefficienze della città. Vittorio Valenti esce dal torpore VIDEO

Giarre, attacco frontale al sindaco D’Anna sulle inefficienze della città. Vittorio Valenti esce dal torpore VIDEO

VIDEO: L’ATTACCO FRONTALE DEL CONSIGLIERE VALENTI AL SINDACO: “LEI SI DEVE VERGOGNARE”

Nell’ultima seduta del consiglio comunale di ieri, improvvisamente è uscito dal torpore il consigliere Vittorio Valenti. Si è svegliato dopo un lungo letargo, accorgendosi che l’amministrazione continua ad essere ostaggio dei dirigenti. L’esplosione di Valenti, in aula, trae origine dalla solita banale scusa addotta prima dall’assessore Enza Rosano e poi dal sindaco Angelo D’Anna, circa il ritardo con cui uno dei 4 scuolabus non è ancora in circuito a distanza di quasi 6 mesi dall’avvio dell’anno scolastico a causa di un guasto meccanico e di attendere da allora una risposta dalla dirigente. Una reazione plateale, quanto sorprendente, quella del mite e accomodante Valenti, rimasto indifferente assieme agli altri consiglieri, a quelle lettere che il sindaco ha inviato in particolare alla dirigente tecnica Pina Leonardi, chiedendo valide giustificazioni circa l’immobilismo che caratterizza questa amministrazione.

Lettere su lettere che non hanno sortito alcun risultato. Missive scritte da chi evidentemente pensa forse di essere il sindaco di un’altra città: dalla mancata riattivazione degli impianti di pubblica illuminazione, alla messa in sicurezza del centro sociale di via Alfieri; alla mancata attivazione della video sorveglianza al micro asilo di Macchia, oggi pesantemente cannibalizzato, al ripristino dei semafori di via Callipoli. Un lungo deplorevole elenco di inefficienze per le quali, ieri sera in consiglio comunale il sindaco per la prima volta ha lasciato intuire di essere pronto a procedere con una denuncia (interna?) per interruzione di pubblico servizio. Dal canto suo il consigliere Giuseppe Leotta, rivolgendosi al sindaco, per la prima volta, dopo lunghi mesi di imbarazzante assoggettamento, ha pronunciato una frase da opposizione: “Basta parole. Adesso occorre procedere, iniziando ad usare termini precisi come sollevare (inteso come sollevamento dall’incarico). Non c’è altro da fare. Senza più indugiare”. Il sindaco ha preso appunti ascoltandolo con attenzione.

Dopo tre anni attendiamo tutti con ansia lo scatto d’orgoglio del sindaco. Non è mai troppo tardi.

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