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Rimpasto in Giunta a Mascali: la posizione politica di Fratelli d’Italia

Rimpasto in Giunta a Mascali: la posizione politica di Fratelli d’Italia

A pochi giorni dalla ricomposizione della Giunta operata dal sindaco Luigi Messina dalla quale Alberto Cardillo, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, è stato escluso, il coordinamento regionale e provinciale spiega la propria posizione in merito a quanto accaduto e le conseguenze che ritiene che ciò avrà sul posizionamento del proprio partito.

In una nota il Coordinatore Regionale di FdI Sicilia Orientale Manlio Messina e il Coordinatore Provinciale di FdI Catania Alberto Cardillo, quest’ultimo l’unico dei 4 assessori della Giunta Messina a non essere stato riconfermato a vantaggio dell’ingresso del neo assessore Carmelo Portogallo, già candidato sindaco alle amministrative del 2015 e vicino al circolo della lega di Salvini, scrivono: “Al momento della decisione assunta dal sindaco Luigi Messina di azzerare la Giunta, abbiamo chiesto la convocazione di un tavolo ove fossero rappresentati tutti i partiti, i movimenti, i gruppi politici locali, nonché i consiglieri comunali che fino alla decadenza sono rimasti coerentemente a sostegno della maggioranza. Purtroppo, nonostante le nostre reiterate richieste ciò non è accaduto, ed il sindaco ha inteso sciogliere la matassa incontrando – forse – in maniera individuale i soggetti politici protagonisti della vicenda, gestendo una questione politica e quindi pubblica, come cosa propria”.

“Nessuna polemica con il neo gruppo di maggioranza facente riferimento alla Lega né con gli altri gruppi – chiariscono Manlio Messina ed Alberto Cardillo – ma se è vero com’è vero, altrimenti attendiamo smentita, che il Sindaco a suo dire si ritiene vicino a Forza Italia e che i restanti tre assessori afferiscono uno alla Lega (quindi con il nuovo ingresso sono due gli assessori leghisti) e gli altri due alla lista civica “Progetto Sicilia” è evidente e paradossale che l’unica rappresentanza di Fratelli d’Italia, candidata a sostegno di Luigi Messina Sindaco nel 2015, resti fuori dall’esecutivo”.

 

 

Noi di Fratelli d’Italia specie nei momenti più duri e difficili siamo stati l’unico partito a lavorare ad ogni livello Istituzionale per il riscatto di Mascali, evitando alla città l’isolamento politico che negli ultimi lustri, oltre alle vicende giudiziarie, è stato grande causa di arretratezza. A tutto ciò si somma il nostro continuo e trasparente impegno in seno al Consiglio e alla Giunta, divenendo per numero e portata dei provvedimenti proposti, il gruppo politico maggiormente prolifico della maggioranza. Una mole di lavoro -che tra qualche giorno riassumeremo in un dossier pubblico- che è stato e sarà utile per la crescita e una rinnovata immagine positiva di Mascali.

Tutti questi motivi ci inducono a pensare che la reale volontà di chi gestisce l’Amministrazione mascalese, sia stata quella di “tranciare” il nostro ramo produttivo, ritenuto forse troppo vigoroso e politicamente ingombrante.

 

Non abbiamo mai chiesto sottogoverni e poltrone, anzi, li abbiamo rifiutati- sottolineano i FdI. Il nostro unico interesse è stato e sarà lavorare per fare uscire Mascali dalla palude del pregiudizio morale e della crisi economico-sociale che la attanaglia ormai da anni. Un lavoro già iniziato e bruscamente interrotto proprio quando stava dando i primi frutti.

Alla luce di tutto ciò, Fratelli d’Italia, partito di gente seria e per bene, rappresentato all’Assemblea Regionale, al Governo Regionale e al Parlamento Nazionale, constatando che non esiste nemmeno un gruppo con il quale confrontarsi collegialmente, non può ritenersi parte di ciò che non esiste.

Il nostro impegno, guardando non alla prossima scadenza elettorale -ormai vicina- ma ai prossimi dieci anni, sarà quello di incoraggiare e riunire le forze sane del centrodestra, ma soprattutto dei tantissimi di mascalesi onesti e laboriosi, che al di sopra degli steccati ideologici, intendano impegnarsi per liberare e mettere a frutto le immense risorse di un territorio straordinario. Tutto ciò in collaborazione con i Comuni viciniori e le Istituzioni superiori, perché il campanilismo è ormai un arnese da consegnare alla storia.

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