Catania-Bari 2-3. I tifosi perdono la pazienza -
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Catania-Bari 2-3. I tifosi perdono la pazienza

Catania-Bari 2-3. I tifosi perdono la pazienza

Avevano deciso di onorare la memoria di Angelo “Bomboletta” De Francesco – il tifoso rossazzurro recentemente scomparso – tributandogli cori e striscioni. E lo hanno fatto per 85 minuti, senza inneggiare al Catania. Poi, con il Catania sotto per 3-2, la rabbia è esplosa. Nei confronti della Società e dei giocatori, senza mezzi termini. Al Bari il lunch-mach dell’ottava giornata. Al Catania nemmeno le briciole al termine di una gara nata subito male (i galletti vanno in vantaggio dopo appena 5 di gioco) nonostante i due penalty concessi dal direttore di gara, trasformati da Rosina.

Alle 15, a Torre del Grifo, parlerà il Presidente Nino Pulvirenti. I tifosi si augurano possa esserci l’ingresso in Società di una figura esperta – Perinetti ieri era in tribuna ad assistere all’incontro – della categoria.

 Catania 2

CATANIA-BARI 2-3

5’ Caputo (B), 20’ Rosina (C) rig., 33’ De Luca (B), 53’ De Luca (B), 66’ Rosina (C) rig.

CATANIA (4-3-3): 26 Anania; 13 Garufi (84′ Parisi); 2 Peruzzi, 15 Sauro, 18 Monzon; 10 Rosina, 8 Escalante, 6 Martinho; 11 Leto (54′ Barisic), 9 Calaiò, 7 Marcelinho (75′ Chrapek). A disposizione: 1 Frison, 31 Carillo, 33 Ramos, 32 Gallo, 30 Di Grazia, 29 Aveni.

Allenatore: Giuseppe Sannino

BARI (4-3-3): 22 Donnarumma; 3 Salviato (70′ Camporese), 13 Ligi, 15 Contini, 27 Calderoni; 25 Defendi, 4 Romizi, 8 Sciaudone; 11Stevanovic, 18 Caputo, 9 De Luca (57′ Stoian). A disposizione: 1 Guarna, 6 Rossini, 16 Filippini, 14 Minala, 21 Wolski, 33 Rozzi, 10 Galano.

Allenatore: Devis Mangia

Arbitro: Renzo Candussio, Cervignano del Friuli (UD)

Ammoniti: Sciaudone, Romizi, De Luca, Salviato, Stoian (B) Martinho, Peruzzi, Barisic (C)

 Recupero: 1′ + 5′

In casa Catania è ancora emergenza, considerata la lunghissima lista di infortunati che si infoltisce settimana dopo settimana, ragion per cui Sannino è costretto ad attingere abbondantemente dal settore Primavera (cinque elementi in tutto, panchina compresa). Garufi (centrocampista nato a Giarre, classe ’95) è adattato a terzino destro, mentre in mediana c’è spazio per l’esordio di Escalante, oggetto misterioso di una discussa campagna acquisti. In avanti, stante la defezione dell’ultima ora (Castro è l’ennesimo infortunato), Marcelinho gioca nel tridente offensivo completato da Leto e Calaiò.

Due assenze importanti per Devis Mangia. Il terzino destro Sabelli, impegnato con l’Under 21 e l’esperto centrocampista Massimo Donati. Al loro posto, rispettivamente, Simone Salviato – che vince il ballottaggio con Camporese – e Marco Romizi in cabina di regia. Il recuperato fantasista Galano, smaltito l’infortunio al gomito, parte della panchina. In avanti la punta De Luca è affiancata da Stevanovic a destra e Caputo sulla corsia opposta.

CATANIA (4-3-3): 26 Anania; 13 Garufi (84′ Parisi); 2 Peruzzi, 15 Sauro, 18 Monzon; 10 Rosina, 8 Escalante, 6 Martinho; 11 Leto (54′ Barisic), 9 Calaiò, 7 Marcelinho (75′ Chrapek). A disposizione: 1 Frison, 31 Carillo, 33 Ramos, 32 Gallo, 30 Di Grazia, 29 Aveni.

Allenatore: Giuseppe Sannino

BARI (4-3-3): 22 Donnarumma; 3 Salviato (70′ Camporese), 13 Ligi, 15 Contini, 27 Calderoni; 25 Defendi, 4 Romizi, 8 Sciaudone; 11Stevanovic, 18 Caputo, 9 De Luca (57′ Stoian). A disposizione: 1 Guarna, 6 Rossini, 16 Filippini, 14 Minala, 21 Wolski, 33 Rozzi, 10 Galano.

Allenatore: Devis Mangia

Arbitro: Renzo Candussio, Cervignano del Friuli (UD)

Ammoniti: Sciaudone, Martinho, Romizi, De Luca, Peruzzi, Salviato, Barisic, Stoian

Recupero: 1′ + 5′

Giusto il tempo di prendere le misure ed il Bari è già un vantaggio. Il serbo Stefanovic supera Escalante e crossa dal fondo, corsia destra, a centro area. La traiettoria raggiunge la testa di Caputo che insacca per il vantaggio ospite. Doccia gelata dopo appena cinque minuti di gioco. Il Catania reagisce, affidandosi alle giocate di Rosina, abile a creare superiorità numerica a centrocampo, riuscendo a pervenire al pareggio quindici minuti più tardi. Calaiò apre intelligentemente per Martinho, atterrato in area da Sciaudone. Nessun dubbio per il direttore di gara Candussio che concede il penalty, trasformato abilmente da Rosina. La gara è adesso assai godibile, con rapidi capovolgimenti di fronte e regala ancora un paio di occasioni da rete, una per parte. Prima è Salviato ad impegnare Ananìa dalla distanza, quindi è l’estremo difensore barese Donnarumma che deve superarsi per deviare un pregevole tiro a giro di Sebastian Leto indirizzato all’angolino.

Nel momento migliore del Catania, arriva il nuovo vantaggio ospite, assai simile alla prima marcatura. Dalla corsia destra Stevanovic scodella in area un traversone lento e con parabola alta. Innocuo, apparentemente, se non fosse per la dormita generale della retroguardia etnea che concede a De Luca il tap-in vincente. Bari nuovamente in vantaggio e tutto da rifare. La prima frazione di gara non regala ulteriori elementi significativi, se non l’inutile giallo rimediato dal diffidato Peruzzi, che salterà dunque la prossima con lo Spezia. Piove davvero sul bagnato.

I secondi quarantacinque minuti di gara dicono poco fino al cinquantaduesimo, minuto al quale il Bari mette a segno il terzo. La firma è di De Luca, che parte fa tutto benissimo e stende Anania con una precisa conclusione rasoterra. Per il Catania è notte fonda e non è sufficiente il secondo penalty della gara, assegnato da Candussio ai rossazzurri e trasformato da Rosina, per acciuffare il pareggio.

Il Catania perde l’imbattibilità casalinga che durava da sei mesi (ultima sconfitta casalinga in Serie A, Catania-Torino 1-2 del 6 aprile scorso) ed i tifosi perdono la pazienza. Non c’è più tempo, se davvero si vuole raddrizzare una stagione partita malissimo. Le perplessità ed il malcontento riguarda le prestazioni della squadra, certamente, ma sono le fondamenta – a detta dei tifosi e degli addetti ai lavori – che andrebbero riviste. La recente conferenza stampa indetta dall’a.d. Cosentino non ha chiarito parecchie delle problematiche sulle quali i tifosi si interrogano e la presenza di un uomo esperto della categoria, in seno alla dirigenza, sarebbe quanto mai opportuna. Il tecnico Sannino, persona di carattere ed allenatore preparato, contro il Bari ci ha messo del suo, attraverso una serie di accorgimenti tattici (esterni troppo vicini alla prima punta Calaiò senza la ricerca del fondo, per esempio) e scelte di formazione (Parisi, terzino naturale, in panca per un adattato Garufi, per esempio) che alla lunga hanno finito per agevolare l’avversario.

La penultima posizione in classifica assegna al Catania, al momento, il non invidiabile primato di squadra cadetta delusione, imponendo alla Società delle scelte rivoluzionarie e repentine.

A cominciare, si augurano i tifosi, da oggi. Dalla conferenza stampa che il Presidente Nino Pulvirenti ha indetto a Torre del Grifo per oggi pomeriggio.

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