Le “Vie dell’Acqua” tra mare, fiume, neve e laghi -
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Le “Vie dell’Acqua” tra mare, fiume, neve e laghi

Le “Vie dell’Acqua” tra mare, fiume, neve e laghi

Un innovativo progetto di turismo naturalistico elaborato dalla nuova associazione di protezione ambientale “A.P.A. San Francesco”, costituitasi a Castiglione di Sicilia e guidata dal giovane arciprete Roberto Fucile. Coinvolti anche gli altri Comuni del versante nord-orientale dell’Etna, ossia Calatabiano, Piedimonte, Linguaglossa e Randazzo

Coniugare tutela ambientale e promozione turistica sfruttando al massimo le opportunità offerte dai social media e da tutti gli altri innovativi strumenti di comunicazione contemporanei: è questa, in sintesi, la “mission” di un nuovo sodalizio costituitosi di recente a Castiglione di Sicilia, ossia l’A.P.A. (Associazione di Protezione Ambientale) “San Francesco”, avente la sua sede legale al civico 1 di Via Cimino.

Alquanto autorevole la figura che è stata unanimemente individuata per presiederla, ossia il giovane arciprete del Comune etneo, Don Roberto Fucile, affiancato nel Consiglio Direttivo dal vicepresidente Michele Tuccari e dal segretario Francesco Papotto, ambedue profondi conoscitori delle tecnologie e dei linguaggi informatici.

Ma autorevoli sono anche gli altri soci e collaboratori, tutti esperti e professionisti di chiara fama nei settori di cui l’associazione si occupa, come il chimico Carmelo Oliveri, chiamato a presiedere il Comitato Tecnico Scientifico interno, i docenti universitari Giovanni Spampinato e Carmelo Santonoceto, gli ingegneri Saro Turnaturi ed Alessandro Ferrara ed il geologo Salvo Patanè.

Ed a riprova della bontà d’intenti di questo nuovo soggetto associazionistico, è significativa la volontà di collaborare con esso manifestata dai rappresentanti di organizzazioni sindacali e pubbliche istituzioni, come la responsabile Cisl Concetta Susinni ed il comandante del Corpo Forestale Antonino Zumbo.

Ci troviamo, dunque, al cospetto non della solita associazione dei “quattro amici al bar”, bensì di un raggruppamento di persone effettivamente competenti ed estremamente motivate relativamente agli obiettivi che il sodalizio in questione intende perseguire, in linea con i principi cristiani ispiratori dell’associazione nazionale ambientalista “Movimento Azzurro”, di cui l’Apa “S. Francesco” costituisce una delle diramazioni territoriali.

Ma oltre che per competenza, i prima citati dirigenti, soci e collaboratori si contraddistinguono anche per onestà intellettuale e rispetto reciproco, al punto che, in occasione di questo nostro incontro giornalistico, nessuno di loro vuole farsi portavoce degli altri associati onde evitare qualsivoglia personalizzazione o protagonismo. Preferiscono, dunque, esprimersi in forma collettiva, iniziando col sottolineare di essere «ambientalisti del “sì”, nel senso che intendiamo rispettare la natura, ma senza assumere posizioni aprioristicamente e sterilmente ostruzionistiche. E la nostra formazione cristiana, che abbiamo voluto rimarcare a partire dall’intitolazione dell’associazione al santo “ecologista” per eccellenza, ci spinge al dialogo ed al confronto affinché uomo ed ambiente possano convivere in piena armonia».

La natura, dunque, come bene da tutelare e, nello stesso tempo, da “integrare” con chi in essa ci vive, a cominciare dall’essere umano. E proprio la fascia pedemontana nord-orientale dell’Etna costituisce una porzione di natura ideale o, tanto per rimanere nell’alveo della cristianità, una sorta di “Paradiso in Terra”. Non a caso, già nel “lontano” 1994 questa particolare area territoriale della Sicilia, ricadente tra i Comuni di Castiglione e Linguaglossa, veniva dichiarata “di notevole interesse pubblico” da un apposito decreto dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione. Purtroppo, però, le popolazioni interessante non sempre si sono mostrate all’altezza di sfruttare tutte le opportunità derivanti dal prestigioso “imprimatur” concesso vent’anni fa dalla Regione Siciliana; spesso, anzi, tale “dichiarazione di interesse pubblico” è stata maldestramente ed in maniera quasi “autolesionista” interpretata come un vincolo anziché come un’occasione di sviluppo socioeconomico.

«Non si riesce ancora a comprendere – sostengono al riguardo gli esponenti dall’Apa “S. Francesco” – che è proprio innalzando i livelli di tutela ambientale che possiamo renderci “interessanti” agli occhi dell’Unione Europea e fruire dei suoi aiuti. Dagli studi del nostro prof. Spampinato, ad esempio, si evince che i territori di Castiglione e Linguaglossa, specie con riferimento alla contrada Pantano, meriterebbero a pieno titolo di rientrare nelle cosiddette “zone umide”, ossia ecosistemi fondamentali originati dalle piogge e dallo scioglimento delle nevi (nel nostro caso etnee) divenuti “habitat” di rare specie faunistiche e botaniche degne di tutela. Da tale intuizione scaturisce la prima iniziativa della nostra associazione, ossia il progetto “Le Vie dell’Acqua”, da noi elaborato e presentato nei giorni scorsi all’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana sulla base del decreto del 5 marzo 2014 che finanzia la realizzazione di itinerari per la valorizzazione del turismo naturalistico».

Dal presidente Don Roberto Fucile e dagli altri dirigenti e soci dell’Apa “S. Francesco” apprendiamo, quindi, che tale iniziativa prevede il coinvolgimento dei Comuni di Calatabiano, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo, lungo i cui territori si snoderanno degli itinerari naturalistici all’insegna del cosiddetto “oro blu”, rappresentato dal mare calatabianese del litorale San Marco, dalle acque del fiume Alcantara ed, infine, dalle nevi dell’Etna.

«Senza dilungarci nei dettagli del progetto – spiegano i rappresentanti dell’Apa “S. Francesco” – diciamo solo che abbiamo previsto l’impiego di complessivi 134mila euro, di cui oltre la metà da utilizzare in interventi strutturali sul territorio per rendere praticabili i sentieri e dotarli di adeguata segnaletica. A differenza della stragrande maggioranza dei progetti di sviluppo turistico, il nostro non prevede partecipazioni a fiere ed eventi promozionali vari, spesso dispendiose e del tutto improduttive. Puntiamo, invece, molto sulla promozione tramite il Web, le piattaforme “social” ed i “roadbook”; al Castello di Calatabiano ed in altri edifici di Castiglione e Randazzo (che sono i tre Comuni già impegnatisi, insieme ad altre associazioni ed imprese private, a sostenere finanziariamente Le Vie dell’Acqua destinandovi ognuno alcune migliaia di euro) contiamo, in particolare, di allestire delle “mediateche”, dove il visitatore potrà agevolmente rendersi conto degli itinerari da noi proposti ed ottenere tutte le informazioni possibili ed immaginabili sui luoghi in cui si trova».

A questo innovativo ed illuminato progetto dell’Apa “S. Francesco” di Castiglione di Sicilia (ma preziosa “risorsa” per l’intero comprensorio nord-orientale etneo) non resta che augurare il pieno e meritato accoglimento da parte degli organi regionali competenti. Perché – tanto per concludere all’insegna di quello spirito cristiano che anima il sodalizio in questione – anche le “vie dell’acqua” possono essere… infinite.

Rodolfo Amodeo

 

FOTO: un pittoresco laghetto di contrada Pantano e, nel riquadro, Don Roberto Fucile

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