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A Francavilla il centro storico si tinge di “horror”

A Francavilla il centro storico si tinge di “horror”

Parecchi edifici situati nel “cuore” del paese costituiscono un serio pericolo per la pubblica incolumità in quanto potrebbero crollare da un momento all’altro. Ma nessuno interviene

Sulla base del principio del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto e dell’opportunità di guardare sempre anche l’altra faccia della medaglia, i cittadini francavillesi non devono “disperarsi” più di tanto se diversi quartieri del loro paese sono effettivamente ad alto rischio: quelle vecchie case con vistose crepe sulle facciate e con balconi e cornicioni in parte già crollati al suolo potrebbero, infatti, costituire dei formidabili elementi scenografici per l’ambientazione di… film horror; il Comune dell’Alcantara avrebbe, dunque, la preziosa opportunità di assurgere a set ideale per registi del calibro di Dario Argento o dell’emergente Ivan Zuccon, legando il proprio nome e la propria immagine a produzioni cinematografiche di successo (strategia, questa, adottata ormai da diverse località della nostra penisola per promuoversi ed attirare turismo). Peccato, però, se prima della finzione tipica del cinema dovesse arrivare un drammatico “reality show”, ossia qualche increscioso episodio derivante dalla seria minaccia che questi immobili vetusti e fatiscenti rappresentano per la pubblica incolumità della popolazione locale.

Le due “raccapriccianti” foto che qui pubblichiamo si riferiscono ad un edificio pericolante che si affaccia sulla centrale e frequentatissima Via Vittorio Emanuele (nel tratto contiguo a Piazza S. Paolo): sono visibilissimi i distacchi di intonaco dalla facciata nonché di una consistente parte della base del balcone verificatisi nei mesi scorsi, fortunatamente senza che in quei momenti qualcuno transitasse sul sottostante marciapiede.

Gli abitanti negli immobili limitrofi si sono, dunque, preoccupati di sollecitare le autorità comunali a prendere gli opportuni ed urgenti provvedimenti, a cominciare dal diffidare i proprietari dello stabile in questione (a quanto pare residenti in un’altra parte della Sicilia) a mettere in sicurezza l’edificio e, nel frattempo, far disporre agli uffici competenti il transennamento dell’antistante banchina onde impedire il passaggio dei pedoni. A tutt’oggi, però, questo pericolosissimo tratto di Via Vittorio Emanuele si mostra completamente incustodito, così come tanti altri angoli del centro storico francavillese seriamente minacciati da altri analoghi “ruderi” abbandonati al loro destino.

Eloquente, al riguardo, la “battuta” di un componente di un comitato per l’organizzazione di una festa religiosa celebrata a Francavilla l’estate scorsa. «Ogni sera – racconta il devoto tra il serio ed il faceto – il sottoscritto e gli altri membri del comitato ci recavamo nei vicoletti del paese per effettuare la tradizionale questua, ed eravamo quasi tentati di indossare degli… elmetti, temendo che qualche cornicione o qualche pezzo di balcone ci potessero improvvisamente arrivare sulla testa».

E’ vero, dunque, che non ci sono più soldi da spendere né per i Comuni, ridottisi a poter pagare a stento gli stipendi dei propri impiegati, e né per i privati cittadini, che non si possono certo obbligare a sborsare decine (se non centinaia) di migliaia di euro per demolire e poi riedificare degli immobili non più di loro interesse (perché magari ormai risiedono stabilmente altrove e di “investire” a Francavilla non hanno più alcuna intenzione). Sta di fatto che, nonostante le ristrettezze economiche, qualche soluzione in merito (anche in termini di piccola manutenzione) va urgentemente trovata. Perché la pubblica incolumità viene senz’altro prima di tutte le altre sia pur apprezzabili esigenze urbanistiche (riqualificazione del centro storico, adozione del piano del colore, ecc.) perseguite dalle varie Amministrazioni Comunali nei rispettivi programmi.

Rodolfo Amodeo

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