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Ad Imaginem Suam

Catania: al Museo Arte Contemporanea Sicilia dodici artisti interpretano i fatti attraverso il linguaggio simbolico e misterioso dell’arte figurata

 

Sabato 21 dicembre 2013, a Catania, presso il MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) nella Badia piccola del Monastero di San Benedetto di via Crociferi, ha avuto luogo il vernissage della mostra intitolata Ad Imaginem Suam, alla presenza del Direttore del MacS, Giuseppina Napoli, del curatore del MacS, Alberto Agazzani, e degli artisti.

La mostra si presenta come una collettiva di dodici artisti, siciliani e italiani, ognuno dei quali rappresenta un segno, una visione: “dodici segni, dodici diverse visioni dei fatti umani, raccontati dal linguaggio simbolico e misterioso ma sempre universale dell’arte figurata”, come dichiara il Direttore del MacS.

Gli artisti sono stati chiamati per cercare di risvegliare in noi curiosità e fascinazione, stimolare domande ed alimentare dubbi ai quali ognuno potrà dare risposta. Dodici nomi, quali, Marco Bolognesi, Giuseppe Bombaci, Roberta Coni, Dino Cunsolo, Peter Demetz, Giuseppe Guindani, Nunzio, Nicola Pucci, Davide Puma, Silvio Porzionato, Alessandro Reggioli, Luciano Vadalà, si sono presi carico di questo compito.

Gli artisti e le opere, sono visioni differenti della natura umana. Silvio Porzionato dona una lettura up-to-date di una delle tante femmes fatales, alla stessa maniera delle diversamente dipinte icone di Roberta Coni e Nicola Pucci, e di quella “fotografica” di Marco Bolognesi. Giuseppe Bombaci, invece, ci restituisce in una chiave totalmente visionaria, onirica, irreale, l’immagine quanto mai odierna di una principessa spagnola di chiara ascendenza velazquiana. Dino Cunsolo col suo inedito, sontuoso, meraviglioso (in senso letterale del termine) “San Sebastiano”, propone la terribile, mostruosa piaga della pedofilia. Alessandro Reggioli, espone una versione “barocca” (siciliana verrebbe da dire) delle sue sempre stupefacenti e preziose armature. Sono solitari i personaggi di Peter Demetz che si muovono in spazi privati di qualunque connotazione geografica o temporale, mentre Luciano Vadalà non si limita a dipingere l’uomo, ma la sua malata carne pensante. L’espressione si complica e arricchisce nelle diverse interpretazioni, sottese fra teatro, visione e sogno, con Giuseppe Guindani e Nunzio Paci. Queste le definizioni di Alberto Agazzani, che ha anche curato il catalogo “Ad Imaginem Suam” (NFC Edizioni).

La mostra sarà visitabile sino al prossimo 30 novembre 2014, ogni giorno dalle ore 9.00 alle ore 18.00 (chiusura il giovedì), presso il MacS (Museo Arte Contemporanea Sicilia) di via Crociferi – via S. Francesco n. 30, a Catania. Per ulteriori informazioni è visitabile il sito internet del museo: www.museomacs.it.

Roberta Musumeci

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