La presentazione del libro “Le Ciociare di Capizzi” ha rappresentato, per gli studenti del liceo “Leonardo” di Giarre, un momento di intensa partecipazione culturale e civile, grazie alla presenza dell’autrice Marinella Fiume e al coinvolgimento attivo degli studenti, veri protagonisti dell’incontro, accolto favorevolmente dalla dirigente scolastica, Tiziana D’Anna, nell’ambito del progetto, promosso dall’ Anpi di Giarre e Riposto, “I nostri partigiani”.
L’opera, “Le Ciociare di Capizzi”, ricostruisce una pagina dolorosa e poco conosciuta della storia, riportando alla luce le vicende delle donne di Capizzi e il dramma delle violenze subite durante la Seconda guerra mondiale. Con la consueta sensibilità e profondità di analisi che contraddistinguono la sua produzione, Marinella Fiume intreccia, nell’opera, memoria storica e testimonianze, restituendo voce e dignità a chi per troppo tempo, ben settant’ anni, è rimasto ai margini del racconto ufficiale.
L’incontro si è trasformato in un dialogo autentico e partecipato, al microfono della docente Gabriella Gullotta, nel duplice ruolo di coordinatrice del dipartimento di Lettere e presidente dell’Anpi sezione di Giarre e Riposto, che ha promosso l’iniziativa. Il presidente dell’Anpi, sezione Giarre e Riposto, intervenendo in occasione della presentazione del progetto “I nostri partigiani”, ha sottolineato il valore civile e formativo dell’iniziativa: «Il progetto “I nostri partigiani” – ha spiegato – nasce dall’esigenza di mantenere viva la memoria della Resistenza attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Non si tratta soltanto di ricordare nomi e date, ma di trasmettere valori: libertà, democrazia, giustizia sociale. Raccontare le storie dei partigiani del nostro territorio significa restituire loro un volto e una voce, affinché il loro sacrificio continui a parlare al presente. La memoria – ha chiosato la Gullotta – non è celebrazione retorica, ma impegno quotidiano contro ogni forma di indifferenza e di sopraffazione.» La prof.ssa Gullotta, ha inoltre evidenziato come il dialogo con gli studenti rappresenti il cuore del progetto: un passaggio di testimone ideale che trasforma il ricordo in responsabilità attiva e consapevole.
Gli studenti, dopo aver letto e approfondito il testo, hanno proposto il reading di alcune pagine e formulato domande puntuali e riflessioni mature, dimostrando grande attenzione e consapevolezza. Le loro osservazioni hanno arricchito il confronto, spaziando dal contesto storico alla condizione femminile, fino al valore della memoria come strumento di crescita civile.
La scrittrice Marinella Fiume, ha accolto con entusiasmo gli interventi, sottolineando quanto sia fondamentale il ruolo delle nuove generazioni nel custodire e rielaborare il passato. Il dialogo si è sviluppato in un clima di ascolto reciproco, trasformando la presentazione in un laboratorio di pensiero critico e di educazione alla memoria.
Nel corso dell’incontro, Marinella Fiume ha voluto condividere una riflessione profonda sul significato della sua opera: «Le Ciociare di Capizzi – ha detto – nasce dal bisogno di restituire voce a donne che la storia ha troppo a lungo relegato al silenzio. Ho sentito – ha dichiarato – il dovere morale di raccogliere testimonianze, frammenti di memoria e documenti per ricostruire non solo un fatto storico, ma soprattutto un’esperienza umana segnata dal dolore e dalla dignità. Questo libro – ha aggiunto – non è soltanto un racconto del passato: è un invito alla responsabilità, affinché le nuove generazioni comprendano quanto sia fragile la libertà e quanto sia necessario custodire la memoria. Finché queste storie saranno raccontate, nessuna violenza potrà essere cancellata dall’oblio.» La scrittrice ha inoltre sottolineato come il dialogo con gli studenti ha rappresentato per lei la conferma che la memoria, quando viene condivisa, diventa strumento di consapevolezza e di crescita collettiva.
Particolarmente significativo è stato il momento in cui gli studenti hanno condiviso letture di brani e riflessioni personali, offrendo interpretazioni intense e partecipate. Questo contributo ha reso l’evento non solo una presentazione letteraria, ma un’esperienza formativa capace di unire storia, letteratura e impegno civile.
“L’iniziativa – ha commentato la preside D’Anna – ha confermato come la scuola possa essere luogo privilegiato di incontro tra autori e giovani lettori, dove la memoria si fa dialogo e la cultura diventa strumento di consapevolezza. La voce di Marinella Fiume, intrecciata a quella degli studenti, – ha concluso – ha dato vita a un momento di comunità e condivisione che resterà certamente significativo nel percorso di crescita di tutti i partecipanti”.



