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Agenzia USA sui Nebrodi alla ricerca dei piloti dispersi nella battaglia di Randazzo

Agenzia USA sui Nebrodi alla ricerca dei piloti dispersi nella battaglia di Randazzo

Si indaga su uno degli aerei statunitensi caduti nell’estate del 1943, nel tentativo di individuare e identificare gli aviatori ancora dispersi

«Nessuno viene lasciato indietro» è una formula che ben esprime il principio cui si ispira l’attività statunitense di ricerca dei militari dispersi nei conflitti del passato. A questo compito è preposta la DPAA (Defense POW/MIA Accounting Agency), un’Agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata di individuare, per quanto possibile, i resti dei militari americani rimasti dispersi e, quando le circostanze lo consentano, di recuperarli e identificarli.

Secondo indiscrezioni, l’attività di ricerca interesserebbe in questi giorni l’area dei Nebrodi, nel territorio comunale di Santa Domenica Vittoria, dove sarebbe in corso una ricognizione finalizzata a individuare il luogo di caduta di un bombardiere americano B-25 Mitchell, perduto durante le operazioni militari connesse alla battaglia di Randazzo nell’estate del 1943.

Ogni operazione della DPAA è preceduta da un articolato lavoro di ricerca storica e documentaria. I gruppi investigativi esaminano registri militari, rapporti di missione, documentazione archivistica e testimonianze, mettendo in relazione i dati acquisiti con la topografia e con le evidenze ancora riconoscibili sul terreno. Soltanto quando gli elementi raccolti risultano sufficientemente consistenti viene avviata una campagna di recupero, condotta da squadre multidisciplinari nelle quali operano antropologi forensi, archeologi, specialisti di equipaggiamenti militari, tecnici addetti alla bonifica degli ordigni, fotografi forensi e personale specializzato nelle procedure di recupero e identificazione.

Il fine della missione non è, dunque, il recupero del relitto in quanto tale, ma l’accertamento della sorte dei militari che si trovavano a bordo. Frammenti della struttura dell’aeromobile, numeri di matricola, targhette identificative, parti meccaniche, equipaggiamenti e oggetti personali possono tuttavia assumere un valore determinante, consentendo di associare il sito a uno specifico velivolo e, attraverso questo, al relativo equipaggio. Gli eventuali resti umani recuperati vengono successivamente sottoposti ad analisi scientifiche presso laboratori specializzati statunitensi, al fine di pervenire a un’identificazione formalmente riconosciuta, anche su base genetica.

Una volta accertata l’identità del militare, la famiglia viene informata attraverso i competenti uffici delle Forze armate e può disporre la sepoltura dei resti, restituiti con gli onori militari previsti. Si tratta di un procedimento lungo e complesso, che continua a restituire un nome e una storia individuale a uomini scomparsi anche a distanza di oltre ottant’anni dalla fine del conflitto.

L’interesse della DPAA per il settore nordorientale della Sicilia trova piena giustificazione nell’intensità assunta dalla guerra aerea durante l’estate del 1943. Randazzo costituiva infatti uno dei principali nodi del sistema stradale utilizzato dalle forze dell’Asse per il ripiegamento verso Messina. La sua posizione, al punto d’incontro delle direttrici provenienti da Troina, Adrano, Linguaglossa e dalle coste ionica e tirrenica, conferiva alla città un’importanza strategica eccezionale. Nella documentazione ufficiale delle United States Army Air Forces, il 7 agosto 1943 Randazzo viene indicata come il key withdrawal point del nemico, vale a dire il punto chiave della ritirata tedesca.

Per questa ragione, fra la fine di luglio e la prima metà di agosto, la città e le vie di comunicazione circostanti furono sottoposte a una pressione aerea incessante. Il 7 agosto ben 150 bombardieri B-25 della Ninth Air Force attaccarono Randazzo; il giorno successivo più di novanta B-25 tornarono sull’obiettivo, mentre ulteriori incursioni colpirono, nei giorni seguenti, la città e le sue infrastrutture. L’11 agosto oltre novanta B-25 centrarono nuovamente strade, viadotti, ferrovia e area urbana. Nella stessa fase circa 170 P-40 operarono contro Randazzo, Messina e le direttrici attraverso le quali le forze tedesche tentavano di sottrarsi all’avanzata alleata.

In tale contesto si verificarono numerose perdite aeree, alcune delle quali, grazie alla documentazione archivistica, sono oggi ricostruibili con notevole precisione. Il 15 luglio 1943, durante il tentativo di bombardare il ponte sull’Alcantara, due Lockheed P-38 Lightning del 94th Fighter Squadron, 1st Fighter Group, entrarono in collisione nei cieli a est dell’abitato di Randazzo. Il P-38F, matricola 43-2122, era pilotato dal primo tenente Robert J. Holcombe; il P-38G, matricola 43-2450, dal secondo tenente Robert W. Boggess Jr., ufficiale di recente nomina impegnato in una fase di addestramento avanzato. Entrambi i velivoli precipitarono e i due piloti persero la vita. Gli incidenti furono registrati nei relativi Missing Air Crew Reports.

Uno dei due aerei precipitò sul palazzo De Quatris, progettato da S. Ittar circa un secolo prima, distruggendolo. Personalmente, ho raccolto il racconto di un testimone oculare degli eventi, scomparso da molti anni; all’epoca mi indicò il luogo in cui, secondo i suoi ricordi, furono successivamente seppelliti i resti di uno dei velivoli, dove tuttora si troverebbero.

Un altro episodio documentato si verificò il 3 agosto, quando alcuni Curtiss Kittyhawk del No. 3 Squadron Royal Australian Air Force furono impiegati in una missione di mitragliamento contro il traffico stradale nell’area di Randazzo. Il Kittyhawk IIA FL309, pilotato dal Warrant Officer Murdo «Doc» McLeod, fu visto per l’ultima volta mentre attaccava una strada a circa due chilometri a est della città, in una zona sottoposta a intenso fuoco contraereo. L’aereo non fece ritorno alla base. McLeod riuscì tuttavia a sopravvivere all’abbattimento e fu catturato dai tedeschi; trasferito successivamente in Francia, morì l’11 settembre 1943 in seguito alle ferite riportate durante un bombardamento alleato.

Gaetano Scarpignato

Immagine di copertina creata con IA

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