Giarre, caso ing. Leonardi verso la chiusura: il conto è salato e pagano i cittadini -
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Giarre, caso ing. Leonardi verso la chiusura: il conto è salato e pagano i cittadini

Giarre, caso ing. Leonardi verso la chiusura: il conto è salato e pagano i cittadini

Il caso Leonardi si avvia verso la conclusione, ma lascia dietro di sé un conto potenziale pesantissimo per le casse del Comune. Considerando l’accordo transattivo, le spese legali già sostenute e l’ulteriore accantonamento prudenziale disposto dalla Giunta, l’esposizione massima ricavabile dalla delibera supera i 332 mila euro.

Per l’esattezza, mettendo insieme tutte le somme espressamente indicate nell’atto, si arriva a 332.173,86 euro.
È quanto emerge dalla delibera di Giunta n. 107 del 31 agosto 2026, con la quale l’amministrazione Cantarella ha approvato l’accordo raggiunto attraverso la negoziazione assistita con l’ingegnere Giuseppa Rita Leonardi, già dirigente dell’Area tecnica comunale.

Una cifra che necessita di una precisazione: non tutti i 332 mila euro saranno necessariamente corrisposti alla Leonardi. Il totale massimo comprende infatti anche un accantonamento prudenziale di 64.122,81 euro per un possibile trattamento fiscale. Ma fotografa comunque l’ammontare massimo delle risorse comunali coinvolte, sulla base delle voci contenute nella stessa deliberazione.

Da una scelta del 2023 a un conto enorme

La storia comincia nel gennaio del 2023, quando la Giunta Cantarella approva un atto di indirizzo finalizzato alla riduzione delle spese del personale, confermando il collocamento d’ufficio a riposo anticipato dei dipendenti che avessero raggiunto determinati requisiti. Il 20 gennaio il Comune comunica alla Leonardi il preavviso di collocamento in pensione e, appena dieci giorni dopo, dispone formalmente la cessazione del rapporto di lavoro con decorrenza dal primo agosto 2023.

L’ingegnere si oppone e cita il Comune davanti al Tribunale del Lavoro.

E il primo verdetto è pesantissimo.
Con la sentenza n. 336/2024 il Tribunale di Catania dichiara illegittimo il collocamento anticipato in quiescenza, condanna il Comune alla riammissione in servizio della dirigente e al risarcimento del danno patrimoniale, oltre a rivalutazione, interessi e spese processuali.

L’amministrazione decide comunque di proseguire la battaglia giudiziaria, proponendo appello. Ma anche il secondo grado si conclude negativamente per Palazzo di Città: la Corte d’Appello del Lavoro di Catania rigetta l’impugnazione del Comune e lo condanna alle ulteriori spese di giudizio. Una sconfitta non solo giudiziaria ma anche politica per Cantarella ed il suo “cerchio magico”.

La transazione da quasi 260 mila euro

Dopo la doppia battuta d’arresto giudiziaria si arriva alla trattativa.
L’accordo approvato dalla Giunta indica un importo lordo complessivo di 259.969,72 euro. La somma netta prevista per la Leonardi nell’ambito della transazione è invece di 180.001,55 euro, mentre altri 8.754,72 euro riguardano le spese legali liquidate dalla Corte d’Appello.

In cambio dell’effettivo pagamento, Leonardi rinuncia alla riammissione in servizio e alle ulteriori pretese contemplate nell’accordo nei confronti del Comune e degli altri soggetti indicati nell’atto.

La Giunta mette quindi a disposizione 251.215 euro e definisce il pagamento in un’unica soluzione necessario addirittura per evitare, sono le parole contenute nella deliberazione, un «danno patrimoniale certo e grave per l’Ente», oltre al rischio di ulteriore contenzioso, interessi, rivalutazioni e nuove spese.

Il paradosso del “risparmio”

Ed è qui che la vicenda assume tutta la sua rilevanza politica.
L’origine del caso risiede in un provvedimento adottato nell’ambito della riduzione della spesa per il personale. Quella decisione, dichiarata illegittima dal Tribunale e difesa senza successo in appello dal Comune, finisce oggi per impegnare una quantità enorme di risorse pubbliche.

Il paradosso è evidente: si voleva risparmiare sul personale e si arriva a una vicenda che mobilita oltre 332 mila euro. Risorse particolarmente pesanti per un Comune che attraversa una fase finanziaria estremamente delicata.
La miopia amministrativa la pagano i giarresi.

La transazione può essere oggi una scelta razionale per impedire che il danno aumenti ulteriormente. È la stessa deliberazione, del resto, a evidenziare il rischio di maggiori esborsi qualora la controversia proseguisse. Ma questo non cancella ciò che è accaduto prima.

La domanda politica, dunque, rimane: chi risponde di una scelta amministrativa che ha prodotto conseguenze economiche di questa portata?

Perché alla fine il punto è sempre lo stesso. Il sindaco Cantarella e la sua amministrazione possono oggi tentare di chiudere il contenzioso, ma i soldi necessari non escono dalle tasche degli amministratori. Sono soldi del Comune. Sono soldi dei giarresi. E il caso Leonardi rischia di restare come uno degli esempi più clamorosi di quanto possa costare alle casse pubbliche una decisione amministrativa sbagliata.

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