“La mala gestio di Cantarella colpisce ancora”. Non usa mezzi termini il presidente del Consiglio comunale Giovanni Barbagallo dopo la decisione della Regione Siciliana di dichiarare decaduto il Comune di Giarre dal contributo concesso per il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC).
Con il decreto dirigenziale n. 619 del 3 aprile 2026, il Dipartimento regionale dell’Energia ha infatti ufficializzato la revoca del finanziamento concesso nell’ambito delle misure del Piano di Azione e Coesione dedicate all’efficientamento energetico e alle politiche ambientali. Una vicenda che non si chiude soltanto con la perdita del contributo, ma anche con l’obbligo per il Comune di restituire quanto già incassato.
Giarre dovrà infatti restituire l’anticipazione ricevuta pari al 40% del finanziamento, oltre agli interessi legali maturati, per un totale di oltre 9 mila euro.
Una situazione che per Barbagallo rappresenta l’ennesima prova di una gestione amministrativa fallimentare: “Giarre non solo perde l’opportunità di utilizzare un finanziamento utile per migliorare la città – scrive Barbagallo in una nota -, ma dovrà anche pagare gli interessi legali. È una vergogna, soprattutto per un ente che da tempo vive una situazione finanziaria estremamente fragile. Ormai assistiamo continuamente allo stesso schema: finanziamenti annunciati, occasioni perse, ritardi e revoche. Intanto la città rimane ferma e il Comune accumula problemi su problemi”.
Poi l’affondo politico diretto al sindaco Cantarella: “Come si giustificherà questa volta il sindaco? Forse parlerà ancora di proroghe mai arrivate o proverà ad attribuire la colpa ad altri. La verità è che questa amministrazione continua a dimostrarsi incapace di programmare e portare a termine gli obiettivi”.
La vicenda del PAESC pesa soprattutto sul piano politico e simbolico. Il Piano per l’Energia Sostenibile e il Clima avrebbe dovuto rappresentare uno strumento strategico per pianificare interventi di efficientamento energetico, sostenibilità ambientale e riduzione dei consumi. Invece si trasforma nell’ennesimo caso di finanziamento perso e somme da restituire.
E mentre il Comune si prepara a restituire soldi e interessi, cresce il malcontento di chi vede in questa storia l’ennesima occasione sfumata per una città che continua a inseguire emergenze senza riuscire a costruire una vera prospettiva di rilancio.








