Le etichette energetiche, presenti su tutti i dispositivi elettrici e gli elettrodomestici, forniscono ai consumatori importanti informazioni che, se valutate con attenzione, semplificano la scelta del modello da acquistare. Conoscendo il costo medio al kWh tutto compreso, è possibile, semplicemente consultando l’etichetta, calcolare i costi di utilizzo dell’apparecchio.
Oltre a questo, ci permette di conoscere immediatamente tutte le caratteristiche essenziali, come le emissioni di rumore, le dimensioni, il consumo di acqua e via dicendo.
Perché nel 2022 le etichette energetiche sono cambiate
Prima di addentrarci alla scoperta delle informazioni riportate sulle etichette energetiche, cerchiamo di capire come mai, a partire dal 2022, sono cambiate.
Prima di quella data, sulle etichette erano riportate classi energetiche come “A+++” o addirittura “A+++ 40%”. Questo sistema di classificazione, in conseguenza ai rapidi sviluppi tecnologici, i quali hanno permesso di immettere sul mercato apparecchi sempre più efficienti, iniziava a risultare piuttosto complesso non solo da gestire, ma anche da comprendere, rendendo difficile, per il consumatore medio, districarsi tra le innumerevoli sigle.
Si deve alla UE l’intervento di revisione delle etichette, il quale è stato effettuato con l’intento di renderle più semplici da interpretare.
Cosa possiamo scoprire leggendo l’etichetta energetica
Sulla nuova etichetta energetica sono presenti molti elementi. Quello che salta maggiormente all’occhio, è la scala energetica, la quale va ora dalla A alla G, ma è sempre accompagnata da una colorazione che sfuma dal verde brillante, per identificare la classe più “green”, fino al rosso, il quale identifica la classe energetica meno sostenibile e con il consumo più elevato.
Se questo elemento può già in parte favorire la comprensione dei consumi e dell’efficienza energetica dell’apparecchio, un altro elemento consente di farsi un’idea ancora più chiara; stiamo parlando del consumo energetico, indicato chiaramente al di sotto della scala energetica e calcolato in modo diverso a seconda della tipologia di dispositivo.
Per esempio, il consumo delle lavatrici è calcolato su 100 cicli in modalità Eco, mentre quello dei televisori è stimato su 1000 ore di accensione con risoluzione standard. Come abbiamo anticipato all’inizio, moltiplicando questo dato con il costo medio di un kWh, è possibile sapere approssimativamente quanto quel particolare dispositivo potrà impattare sulla bolletta della corrente elettrica. Così, con un prezzo biorario in Fascia 2 pari a 0,492 €, un televisore che consuma 110 kWh in 1000 ore comporterà una spesa pari a 52,12 €.
QRcode e pittogrammi
Sulle etichette energetiche sono presenti altri due elementi: i pittogrammi, presenti anche su quelle vecchie, e il QRcode.
Il QRcode, una volta scansionato con lo smartphone, invia l’utente al sito Eprel UE, sul quale è possibile prendere visione di tutte le caratteristiche e le funzionalità del dispositivo di proprio interesse.
Per quanto riguarda i pittogrammi, variano in base al tipo di apparecchio; così, mentre sulla lavatrice troveremo indicati la capacità massima di carico, la durata del programma Eco, il consumo di acqua, la classe energetica della centrifuga e i decibel di rumore, sul televisore verranno riportati l’efficienza energetica e i consumi per 1000 ore in modalità HDR, la misura della diagonale e la risoluzione in pixel.








