Macchia di Giarre anno zero: tra strutture dismesse, inagibili e presidi soppressi -
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Macchia di Giarre anno zero: tra strutture dismesse, inagibili e presidi soppressi

Macchia di Giarre anno zero: tra strutture dismesse, inagibili e presidi soppressi

Anno zero a Macchia con la chiusura di parchi, scuole, l’asilo nido intercomunale attrezzato di refettorio, un museo antropologico, l’archivio storico, la delegazione comunale comprensiva dei servizi demografici e biblioteca e con il comando distaccato della polizia locale. E una stazione dei carabinieri.

Sbiaditi dal tempo i ricordi di una frazione baricentro di interessi culturali, eventi turistici e laboratorio politico. Alcune delle infrastrutture pubbliche come il parco giardino comunale di viale dello Jonio, per il quale la Regione ha assegnato circa 170 mila euro, per finanziare interventi di manutenzione straordinaria, a distanza di quasi 2 anni dal fragoroso annuncio, rimane ancora in attesa dell’avvio dei cantieri, benchè dal Comune si apprende che, l’avvio dei lavori di restyling restano subordinati all’acquisizione di alcuni passaggi i procedurali prima dell’esperimento della gara. Con il trascorrere degli anni la frazione-paese ha perso l’archivio storico di via Russo e, dopo oltre 100 anni di storia, la sede del comando Stazione dei carabinieri, il cui edificio di viale Mediterraneo, inaugurato negli Anni ‘90, è stato clamorosamente dichiarato inagibile. Nessun progetto in vista per la rifunzionalizzazione dell’immobile o per una sua conversione.

C’è poi la delegazione comunale di via Principe di Piemonte, all’interno della quale è stata per prima dismessa la biblioteca. I locali sono privi di personale e la sede distaccata della polizia locale è stata definitivamente soppressa. A Macchia primeggia, poi, quel museo antropologico che, con estrema lungimiranza, è stato allestito all’interno di un plesso cementizio costruito sul letto del torrente Macchia. Da svariati anni la struttura museale è stata chiusa per l’inagibilità dei locali a causa delle perduranti infiltrazioni che hanno pesantemente logorato l’edificio. E sul suo futuro del museo nulla è dato sapere.

A Macchia c’è poi la storia infinita dell’ex asilo intercomunale di via Russo, il cui stabile è stato pesantemente cannibalizzato per effetto dei reiterati furti di arredi e impianti idrici e termici. Le speranze per una sua riattivazione oggi, dopo anni di accorate promesse, sono legate ai finanziamenti del Pnrr, dopo che il tentativo di renderlo fruibile negli anni scorsi, con i fondi Pac (Piano di Azione per la Coesione), è miseramente fallito. Accanto alla struttura, si affaccia sulla strada il rudere dell’ex plesso Manzoni, la storica scuola di Macchia, resa inagibile dal terremoto del 2002. Anche per l’ex elementare le speranze di una riqualificazione sono legate a quel progetto di rigenerazione urbana che si avvale dei fondi del Pnrr, il cui iter procedurale prosegue lentamente.

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