Giarre, parco Jungo inagibile e senza futuro -
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Giarre, parco Jungo inagibile e senza futuro

Giarre, parco Jungo inagibile e senza futuro

Il parco comunale Jungo di corso Europa continua a rimanere terra di nessuno.  L’accesso nel parco, la cui arena e i servizi igienici sono stati dichiarati inagibili, è di fatto assicurato dai numerosi varchi di corso Europa e via Veneto.  Il parco da quasi due anni è chiuso al pubblico per motivi di sicurezza: l’area antistante l’arena è pericolante, così come i servizi igienici e altri spazi comuni dell’area a verde, per lunghi anni simbolo della Giarre raggiante degli anni 80. Il parco è oggi simbolo di degrado e sul suo futuro incombono solo incertezze.  L’area a verde di corso Europa ospita al proprio interno, un nuovo spazio ludico con altalene, scivoli compresi di pavimentazione antitrauma per esterno, acquistati un anno fa, dalla precedente amministrazione,  con i fondi dei parchi inclusivi.

Area ludica di nuova generazione, mai inaugurata e quindi resa fruibile, all’interno di un parco insicuro che rischia seriamente di essere cannibalizzata in assenza di sorveglianza. Accanto all’area ludica primeggia lo stato di abbandono con la ludoteca vandalizzata e poi data alle fiamme e quindi resa inutilizzabile; gli spogliatoi e servizi igienici dell’arena, anch’essi distrutti e inagibili. All’interno del parco si segnalano da tempo movimenti sospetti di giovani perditempo che  stazionano in un luogo pericoloso. In passato è stata anche scoperta  una intensa  attività di spaccio, testimoniata dalla presenza di siringhe e confermata da quell’ingente quantitativo di marijuana (svariati chili) che i carabinieri hanno rinvenuto, nei pressi dei servizi igienici. Droga in grande quantità nella disponibilità dei pusher che, in quell’area frequentata da tanti giovani per via della presenza di tre sedi scolastiche, hanno allestito un minimarket di stupefacenti. Alla fine conta il risultato: il parco di corso Europa, in attesa di uin intervento di rigenerazione del sito, rischia seriamente la deriva.

Tra incendi – l’ultimo episodio il mese scorso – che hanno devastato anche gli spazi a verde dove son o state danneggiate dal fuoco diverse palme e la devastazione dei locali sottostanti l’arena, con le gradinate crepate e in parte coperte dalla gramigna e da un tappeto di cenere vulcanica non ancora rimossa. Per la rivitalizzazione del parco è tutto in fase di stallo. L’Amministrazione, l’anno scorso, ha richiesto il supporto dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, con cui ha avviato una interlocuzione. La Regione ha richiesto un progetto esecutivo ma l’amministrazione non ha ancora provveduto a trasformare il progetto di fattibilità in esecutivo. Nel contempo si rende necessario affidare un incarico esterno ad uno strutturista per la verifica e il collaudo delle tribune dell’anfiteatro e le relative calcolazioni statiche per la realizzazione del nuovo blocco dei servizi igienici. Opportuna e imprescindibile  anche la verifica degli impianti elettrici esistenti e da realizzarsi (preventivata una spesa di 15 mila euro). Per il progetto di rifunzionalizzazione, lo stanziamento richiesto alla Regione, ammonta a 1,6 milioni di euro.

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