Uno dei due siriani, che si sono gettati in mare dalla Geo Barents e poi sono stati soccorsi, ha 39 di febbre. “Sta ricevendo l’assistenza medica – dice Candida Lobes, operatrice di Msf parlando con i cronisti sul molo dieci del porto di Catania – I due sono sulla banchina, hanno trascorso la notte all’aperto anche se li abbiamo assistiti fornendo coperte”.
L’operatrice aggiunge che “Msf sta dando assistenza legale ai due per la richiesta di asilo politico” e alla domanda se saranno portati via risponde: “Non lo sappiamo ancora”. All’operatrice, che ha parlato con i due migranti ieri raccogliendo la loro storia, uno dei due ha riferito che non manda i figli a scuola in Siria “per paura che la struttura venga bombardata”.
Nel porto di Catania sono tornati a manifestare gli attivisti. Per motivi di sicurezza però il presidio rispetto ai giorni scorsi si tiene all’esterno dell’area di accoglienza nel molo dieci, perché ci sono turisti e pullman. Gli attivisti urlano “tutti liberi, tutte libere” e “assassini in giacca e cravatta”.
A Catania anche un’altra nave, la Humanity One. Oltre trenta delle 35 persone a bordo dell’Humanity 1 hanno iniziato ufficialmente lo sciopero della fame e a pranzo hanno rifiutato il cibo. Lo hanno riferito componenti dell’equipaggio della nave della ong tedesca che hanno incontrato alcuni degli attivisti che protestano davanti il piazzale del molo dove è ormeggiata la Geo Barents di Medici senza frontiere.





