Fidapa Riposto: nel salone del Vascello la presentazione del libro di Sebastiano Ardita -
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Fidapa Riposto: nel salone del Vascello la presentazione del libro di Sebastiano Ardita

Fidapa Riposto: nel salone del Vascello la presentazione del libro di Sebastiano Ardita

Con una folta presenza di pubblico, nel salone del Vascello del municipio di Riposto, si è svolto l’incontro per la presentazione del libro del magistrato catanese, dott. Sebastiano Ardita.  L’iniziativa culturale è stata promossa dalla Fidapa di Riposto, presieduta da Piera Bonaccorsi.

Gli intervenuti si sono intrattenuti approfondendo il contenuto della brillante pubblicazione dal titolo “Al di sopra della legge. Come la mafia comanda dal carcere”. Presenti il Vice-Sindaco Rosario Caltabiano, l’Assessore alla Pubblica Istruzione avv. Paola Emanuele, l’Assessore al Turismo Spettacolo, Carmelo D’Urso e la Presidente del Consiglio Comunale, dott.ssa Mariella Di Guardo.

Dopo i saluti istituzionali della presidente Bonaccorsi e del Sindaco di Riposto Enzo Caragliano,  Nunziatina Spatafora, già funzionario della Città Metropolitana di Catania,  ha affrontato i temi storici della questione carceraria in Italia a partire dagli anni ’70 con i nodi ancora irrisolti nonostante le riforme del 1975 e della legge Gozzini del 1986.

Prendendo spunto dalla lettura di brani (voce narrante di Patrizia Auteri),  il  giornalista Rosario Sorace e l’avv. Patrizia Pellegrino hanno posto le domande all’autore il quale ha risposto con puntualità, precisione e acutezza chiarendo le ragioni profonde di quest’opera e rilevando aspetti inediti del ruolo svolto al DAP ed in Magistratura.

In particolar modo riaffermando la necessità del mantenimento degli strumenti legislativi dell’ergastolo ostativo e del 41-bis per i mafiosi che non collaborano con la giustizia. Naturalmente è emerso anche il bisogno di assicurare una riorganizzazione del sistema carcerario e della qualità di vita all’interno dello stesso. Sebastiano Ardita ha infine riaffermato l’esigenza di garantire la tutela dei diritti dei detenuti, verso un principio di umanità troppo spesso sottovalutato.

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