Entro il 10 novembre dovrà avvenire la smobilitazione. In questa data decisa ieri al termine di un tavolo tecnico in municipio, saranno effettuate una serie di verifiche alla presenza dei tecnici dell’Iacp e dei Vigili del fuoco. Le tre palazzine popolari, per ragioni di sicurezza, dovranno essere liberate dagli inquilini, complessivamente una ventina di nuclei familiari, che, transitoriamente, per la durata del cantiere (un anno), saranno allocati in abitazioni alternative.
L’Iacp, nei giorni scorsi, ha diramato un avviso pubblico – con scadenza il 31 ottobre – destinato a soggetti privati che abbiano interesse a locare immobili. I contratti di affitto – della durata massima di 15 mesi – sono gestiti per la parte economica dall’Iacp che assegnerà un bonus mensile di 500 euro a ciascun nucleo familiare. Entro il 10 novembre tutti gli inquilini, compresi quelli che sono stati collocati negli spazi del centro diurno di via Berlinguer, come detto, dovranno smobilitare.
Mentre i Vigili del fuoco, limitatamente alla palazzina oggetto della demolizione e che da due anni è transennata e con gli accessi inibiti, sempre il 10 novembre, assisteranno i proprietari degli alloggi, allo svuotamento della mobilia, in casa e nei garage. Nelle altre due palazzine, invece, interessate da opere di messa in sicurezza, i mobili dovranno essere concentrati in un unico vano. Benchè vi sia la volontà di procedere speditamente, sull’”operazione Rovettazzo” prevale un legittimo scetticismo dettato da una serie di fattori che potrebbero condizionare la road map operativa. Occorre, infatti, definire la posizione di alcuni inquilini privi di titolo che occupano un locale bottega al piano terra di una delle palazzine, mentre nell’edificio da demolire addirittura vi abiterebbe abusivamente un extracomunitario senza fissa dimora.Da chiarire anche la posizione di alcuni inquilini che alloggiano da oltre 2 anni nel centro diurno Berlinguer.





